AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA RIMINI FORLI CESENA RAVENNA DECRETO CITAZIONE GIUDIZIO

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.ABANCOSCERITTA Il decreto che dispone il giudizio contiene:

  1. a) le generalità dell’imputato e le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonché le generalità delle altre parti private, con l’indicazione dei difensori;
  2. b) l’indicazione della persona offesa dal reato qualora risulti identificata;
  3. c) l’enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l’applicazione di misure di sicurezza, con l’indicazione dei relativi articoli di legge;
  4. d) l’indicazione sommaria delle fonti di prova e dei fatti cui esse si riferiscono;
  5. e) il dispositivo, con l’indicazione del giudice competente per il giudizio;
  6. f) l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione, con l’avvertimento all’imputato che non comparendo sarà giudicato in contumacia;
  7. g) la data e la sottoscrizione del giudice e dell’ausiliario che l’assiste.
  8. Il decreto è nullo se l’imputato non è identificato in modo certo ovvero se manca o è insufficiente l’indicazione di uno dei requisiti previsti dal comma 1 lettere c) e f).
  9. Tra la data del decreto e la data fissata per il giudizio deve intercorrere un termine non inferiore a venti giorni.

3-bis. Qualora si proceda per il reato di cui all’articolo 589, secondo comma, del codice penale, il termine di cui al comma 3 non può essere superiore a sessanta giorni. (1)

  1. Il decreto è notificato all’imputato contumace nonché all’imputato e alla persona offesa comunque non presenti alla lettura del provvedimento di cui al comma 1 dell’articolo 424 almeno venti giorni prima della data fissata per il giudizio.
  2. AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA RIMINI FORLI CESENA RAVENNA DECRETO CITAZIONE GIUDIZIO

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AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA RIMINI FORLI CESENA RAVENNA DECRETO CITAZIONE GIUDIZIO

L’abnormità dell’atto processuale – si è ulteriormente precisato – può dunque riguardare tanto il profilo strutturale, allorchè l’atto, per la sua eccentricità, si ponga al di fuori del sistema organico della legge processuale, quanto il profilo funzionale, quando esso, pur non estraneo al sistema normativo, determini la stasi del processo e l’impossibilità di proseguirlo (tra le altre, Sez. U, n. 17 del 10 dicembre 1997, Di Battista, Rv. 209603; Sez. U, n. 26 del 24 novembre 1999, Magnani, Rv. 215094. Di seguito, ex plurimis, Sez. 2, n. 2484 del 21 ottobre 2014, Tavoloni, Rv. 262275; Sez. 2, n. 29382 del 16/5/2014, Veccia, Rv. 259830; Sez. 3, n. 3739 del 24 novembre 2000, Puppo, Rv. 218666).

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CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

 

SEZIONE TERZA PENALE 

 

PROVOCAZIONE ATRTENUANTE AVVOCATO PENBALE BOLOGNA AVVOCATO PENALE RIMINI AVVOCATO PENALE RAVENNA L’imputabilità, infatti, è il presupposto soggettivo indispensabile per affermare la responsabilità dell’agente e presuppone l’accertamento di una condizione di rimproverabilità verificabile processualmente (cfr. Sez. U, n. 9163 del 21/05/2005, Raso, Rv. 230317).

AVVOCATO PENALISTI BOLOGNA ROVOCAZIONE ATRTENUANTE AVVOCATO PENBALE BOLOGNA AVVOCATO PENALE RIMINI AVVOCATO PENALE RAVENNA
L’imputabilità, infatti, è il presupposto soggettivo indispensabile per affermare la responsabilità dell’agente e presuppone l’accertamento di una condizione di rimproverabilità verificabile processualmente (cfr. Sez. U, n. 9163 del 21/05/2005, Raso, Rv. 230317).

Sentenza 30 giugno – 31 agosto 2016, n. 35880
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAMACCI Luca – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. MENGONI Enrico – rel. Consigliere –

Dott. RENOLDI Carlo – Consigliere –
ha pronunciato la seguente:

 

SENTENZA
sul ricorso proposto da:

Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli;

nel procedimento nei confronti di:

O.S., nato a (OMISSIS);

C.A.E., nata in (OMISSIS);

avverso l’ordinanza del 17/2/2015 del Tribunale di Tivoli;

visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;

sentita la relazione svolta dal Consigliere Dott. MENGONI Enrico;

lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale, che ha concluso chiedendo l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza.
Svolgimento del processo

  1. Con ordinanza del 17/2/2015, il Tribunale di Tivoli dichiarava la nullità del decreto di citazione a giudizio emesso nei confronti di O.S. e C.A.E., per violazione dell’art. 553 c.p.p., comma 1, lett. d) disponendo la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero; rilevava, in particolare, che il decreto medesimo non conteneva l’indicazione della data di udienza e del nome del Giudice che avrebbe trattato il processo.2. Propone ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli, deducendo – con unico motivo – che l’eccezione sollevata dalla difesa avrebbe meritato il rigetto; ed invero, premesso che la stessa aveva ad oggetto soltanto la mancata indicazione del nominativo del Giudice, tale omissione non avrebbe mai giustificato una declaratoria di nullità dell’atto, come da costante giurisprudenza di legittimità. Con la precisazione, peraltro, che, alla data indicata, presso il Tribunale di Tivoli si sarebbe celebrata una sola udienza monocratica, si da non poter sussistere alcun dubbio circa il magistrato incaricato della trattazione del processo. L’ordinanza, pertanto, risulterebbe abnorme, con conseguente richiesta di annullamento.3. Con requisitoria scritta del 27/8/2015, il Procuratore Generale presso questa Corte ha condiviso gli argomenti e le conclusioni del ricorrente, sollecitando al Collegio la medesima pronuncia.

Motivi della decisione

  1. Il ricorso risulta fondato.Osserva preliminarmente il Collegio che una lunga e diffusa elaborazione giurisprudenziale ha condotto, negli ultimi due decenni, ad un sempre più definito inquadramento dogmatico della categoria dell’abnormità, intesa quale vizio che connota in radice un provvedimento, senza però identificarsi con la sua nullità o inesistenza giuridica. In particolare, le Sezioni unite di questa Corte, già nel 1997, hanno affermato che è affetto da abnormità non solo il provvedimento che, per la singolarità e stranezza del contenuto, risulti avulso dall’intero ordinamento processuale, ma anche quello che, pur essendo in astratto manifestazione di legittimo potere, si esplichi al di fuori dei casi consentiti e delle ipotesi previste, al di là di ogni ragionevole limite. L’abnormità dell’atto processuale – si è ulteriormente precisato – può dunque riguardare tanto il profilo strutturale, allorchè l’atto, per la sua eccentricità, si ponga al di fuori del sistema organico della legge processuale, quanto il profilo funzionale, quando esso, pur non estraneo al sistema normativo, determini la stasi del processo e l’impossibilità di proseguirlo (tra le altre, Sez. U, n. 17 del 10 dicembre 1997, Di Battista, Rv. 209603; Sez. U, n. 26 del 24 novembre 1999, Magnani, Rv. 215094. Di seguito, ex plurimis, Sez. 2, n. 2484 del 21 ottobre 2014, Tavoloni, Rv. 262275; Sez. 2, n. 29382 del 16/5/2014, Veccia, Rv. 259830; Sez. 3, n. 3739 del 24 novembre 2000, Puppo, Rv. 218666).Ciò premesso, rileva il Collegio che proprio nei termini suddetti si pone l’ordinanza del Tribunale di Tivoli, che – rispondendo ad un’eccezione avente ad oggetto la mancata indicazione del giudice/persona fisica nel decreto ex art. 552 c.p.p. – ne ha dichiarato la nullità. Ed invero, questa Corte Suprema ha già avuto occasione di affermare, con principio qui da ribadire, che la nullità del decreto di citazione a giudizio ex art. 552 c.p.p., comma 2, si verifica (tra l’altro) quando l’atto non reca l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione per il giudizio, nonchè del Giudice competente, inteso quest’ultimo come ufficio giudiziario, senza che sia invece necessaria l’individuazione specifica della persona fisica del Giudice designato (Sez. 3, n. 9848 del 17 novembre 2015, Ongaro, non massimata; Sez. 1, n. 26018 del 24/4/2013, Bonifacio, non massimata; Sez. 4, n. 41178 del 23/6/2004, Storai, Rv. 230185; Sez. 5, n. 1336 del 16 novembre 2004, Travaglione, Rv. 230226); mentre le prime, infatti, costituiscono indicazioni indispensabili – non ricavabili altrove – per consentire all’imputato di intervenire nel processo, il nominativo del Giudice/persona fisica non riveste tale carattere, concernendo un’informazione di rilevanza evidentemente secondaria, ininfluente sulla vocatio, e che l’interessato potrà peraltro acquisire una volta messo nelle condizioni di presentarsi – innanzi al Giudicante/Ufficio competente – nel giorno ed all’ora menzionati nel decreto medesimo.Ne consegue che l’ordinanza del Tribunale di Tivoli deve esser annullata per abnormità, avendo determinato un’indebita regressione del procedimento.Ne segue la restituzione degli atti.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e dispone trasmettergli gli atti al Tribunale di Tivoli.

Così deciso in Roma, il 30 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 31 agosto 2016.

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