VIOLENZA SESSUALE ART 609 BIS CP ULTIMO COMMA: IL BACIO E’ VIOLENZA? SI SE NON VI E’ LA VOLONTA’ DI ACCETTARLO

ART 609 BIS CP ULTIMO COMMA: IL BACIO E’ VIOLENZA?

 nella nozione di atti sessuali di cui all’articolo 609bis Cp, si devono includere non solo gli atti che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente (cfr, ex multis, Cassazione, Sezione terza, 11 gennaio 2006, Beraldo; cfr. Sezione terza, 1 dicembre 2000, Gerardi). E’, infatti, pacifico che la condotta vietata dall’articolo 609 bis Cp ricomprende - se connotata da violenza -qualsiasi comportamento (addirittura anche se non esplicato attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo) che sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà dell’individuo attraverso il soddisfacimento dell’istinto sessuale dell’agente. Invero, il riferimento al sesso non deve limitarsi alle zone genitali, ma comprende anche quelle ritenute dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica e sociologica, erogene, tali da essere sintomatiche di un istinto sessuale (cfr. Cassazione, Sezione terza, 1 dicembre 2001, Gerardi; cfr, Sezione terza, 66551/98, Di Francia). Pertanto, tra gli atti suscettibili di integrare il delitto in oggetto, va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio, allorché l’atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del soggetto passivo.

nella nozione di atti sessuali di cui all’articolo 609bis Cp, si devono includere non solo gli atti che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente (cfr, ex multis, Cassazione, Sezione terza, 11 gennaio 2006, Beraldo; cfr. Sezione terza, 1 dicembre 2000, Gerardi). E’, infatti, pacifico che la condotta vietata dall’articolo 609 bis Cp ricomprende – se connotata da violenza -qualsiasi comportamento (addirittura anche se non esplicato attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo) che sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà dell’individuo attraverso il soddisfacimento dell’istinto sessuale dell’agente. Invero, il riferimento al sesso non deve limitarsi alle zone genitali, ma comprende anche quelle ritenute dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica e sociologica, erogene, tali da essere sintomatiche di un istinto sessuale (cfr. Cassazione, Sezione terza, 1 dicembre 2001, Gerardi; cfr, Sezione terza, 66551/98, Di Francia). Pertanto, tra gli atti suscettibili di integrare il delitto in oggetto, va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio, allorché l’atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del soggetto passivo.

 

nella nozione di atti sessuali di cui all’articolo 609bis Cp, si devono includere non solo gli atti che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente (cfr, ex multis, Cassazione, Sezione terza, 11 gennaio 2006, Beraldo; cfr. Sezione terza, 1 dicembre 2000, Gerardi). E’, infatti, pacifico che la condotta vietata dall’articolo 609 bis Cp ricomprende – se connotata da violenza -qualsiasi comportamento (addirittura anche se non esplicato attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo) che sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà dell’individuo attraverso il soddisfacimento dell’istinto sessuale dell’agente. Invero, il riferimento al sesso non deve limitarsi alle zone genitali, ma comprende anche quelle ritenute dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica e sociologica, erogene, tali da essere sintomatiche di un istinto sessuale (cfr. Cassazione, Sezione terza, 1 dicembre 2001, Gerardi; cfr, Sezione terza, 66551/98, Di Francia). Pertanto, tra gli atti suscettibili di integrare il delitto in oggetto, va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio, allorché l’atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del soggetto passivo.

 

 ART 609 BIS CP ULTIMO COMMA: IL BACIO E’ VIOLENZA?avvocato penalista Bologna 

Svolgimento del processo e motivi della decisione

Con sentenza in data 10 marzo 2006 la Corte d’appello di Venezia confermava quella resa in data 23 febbraio 2005 dal tribunale di Belluno, con la quale Q. F. era stato ritenuto responsabile del delitto di cui all’articolo 609 bis Cp – ritenuta l’ipotesi lieve di cui all’ultimo comma – “perché, con violenza consistita nell’afferrarla per un braccio e nel vincere in tal modo la resistenza, costringeva X. A. a subire atti sessuali consistiti in un bacio sulla bocca” ed era stato condA.to, in concorso di attenuanti generiche, alla pena di anni 1 e mesi 2 di reclusione, condizionalmente sospesa, oltre che al risarcimento dei danni in favore della X. – costituitasi parte civile – liquidati in euro 5.000.

REATI CONTRO LA PERSONA – Reati contro la libertà sessuale – Violenza sessuale – Elemento materiale – Atti sessuali – Bacio – Rilevanza. (Cp, articolo 609-bis)

Ai fini della configurabilità del reato di violenza sessuale, va qualificato come «atto sessuale» anche il bacio sulla bocca che sia limitato al semplice contatto delle labbra, potendosi detta connotazione escludere solo in presenza di particolari contesti sociali, culturali o familiari nei quali l’atto risulti privo di valenza erotica, come, ad esempio, nel caso del bacio sulla bocca scambiato, nella tradizione russa, come segno di saluto (nella specie, è stato ravvisato il tentativo, sul rilievo che la condotta dell’imputato era dimostrato essere stata diretta in modo non equivoco a baciare la vittima sulla bocca, contro la volontà di costei, ma l’intento non era stato perseguito per la reazione di quest’ultima). 

Ai fini della configurabilità del reato di violenza sessuale, il “succhiotto” – consistente in un livido causato dalla suzione con le labbra di una parte dell’epidermide o da un bacio molto aggressivo – ha natura di atto sessuale, in quanto provocato da un’attività prolungata delle labbra sul corpo altrui, che, per la relativa durata ed intensità, è espressione di carica erotica.

Reati contro la persona – In genere – Delitti contro la libertà individuale – Contro la libertà sessuale – Atti sessuali – Nozione – Fattispecie: sfioramento con le labbra del viso altrui.

Integra il delitto di violenza sessuale di cui all’art. 609 bis cod. pen. anche il mero sfioramento con le labbra del viso altrui per dare un bacio, posto che tra gli atti suscettibili di integrare tale delitto possono essere ricompresi anche quelli insidiosi e rapidi riguardanti zone erogene su persona non consenziente (come, ad es. palpamenti al seno e tentativi di baci sulla bocca).

 

avvocato penale nella nozione di atti sessuali di cui all’articolo 609bis Cp, si devono includere non solo gli atti che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente (cfr, ex multis, Cassazione, Sezione terza, 11 gennaio 2006, Beraldo; cfr. Sezione terza, 1 dicembre 2000, Gerardi). E’, infatti, pacifico che la condotta vietata dall’articolo 609 bis Cp ricomprende - se connotata da violenza -qualsiasi comportamento (addirittura anche se non esplicato attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo) che sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà dell’individuo attraverso il soddisfacimento dell’istinto sessuale dell’agente. Invero, il riferimento al sesso non deve limitarsi alle zone genitali, ma comprende anche quelle ritenute dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica e sociologica, erogene, tali da essere sintomatiche di un istinto sessuale (cfr. Cassazione, Sezione terza, 1 dicembre 2001, Gerardi; cfr, Sezione terza, 66551/98, Di Francia). Pertanto, tra gli atti suscettibili di integrare il delitto in oggetto, va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio, allorché l’atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del soggetto passivo.

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SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE III PENALE

Sentenza 26 marzo 2007, n. 12425

(Presidente Vitalone – Relatore Sensini)

 

Svolgimento del processo e motivi della decisione

Con sentenza in data 10 marzo 2006 la Corte d’appello di Venezia confermava quella resa in data 23 febbraio 2005 dal tribunale di Belluno, con la quale Q. F. era stato ritenuto responsabile del delitto di cui all’articolo 609 bis Cp – ritenuta l’ipotesi lieve di cui all’ultimo comma – “perché, con violenza consistita nell’afferrarla per un braccio e nel vincere in tal modo la resistenza, costringeva X. A. a subire atti sessuali consistiti in un bacio sulla bocca” ed era stato condA.to, in concorso di attenuanti generiche, alla pena di anni 1 e mesi 2 di reclusione, condizionalmente sospesa, oltre che al risarcimento dei danni in favore della X. – costituitasi parte civile – liquidati in euro 5.000.

Emergeva dalla ricostruzione fattuale operata dai Giudici di merito, che avevano fondato il proprio convincimento di colpevolezza del prevenuto essenzialmente sul racconto della parte offesa, che la domenica del 18 maggio 2003, la X., contattata telefonicamente dall’imputato, suo ex ragazzo, decideva di incontrarlo sotto casa. In quell’occasione, il Q. manifestava con insistenza alla giovane il desiderio di tornare insieme a lei. Al rifiuto della X., l’imputato iniziava ad agitarsi, scaraventando a terra una bicicletta ivi parcheggiata e prendendola poi a calci. Incurante del fatto che la ragazza, intimorita dal comportamento del Q., stesse piangendo e tremando, il giovane si avvicinava alla X. e, afferrandola per un braccio, la baciava sulla bocca. A seguito delle urla della ragazza, il prevenuto si allontanava.

Ritenevano i Giudici dei merito che il comportamento del Q. si inserisse in un quadro di pressante insistenza nel tentare di riconquistare la X. e che l’esplosione di aggressività dell’imputato nel corso del colloquio del 18 maggio 2003 male si conciliasse con la sola volontà di recuperare il rapporto affettivo con la ex fidanzata. A tale proposito, la Corte d’appello di Venezia richiamava giurisprudenza di questa Corte in tema di atti sessuali rilevanti ai sensi dell’articolo 609 bis Cp, osservando come la condotta posta in essere dal prevenuto, in quanto violenta e diretta ad una zona comunque erogena, quale la bocca, avesse pienamente integrato la fattispecie in contestazione.

Avverso la sentenza ha proposto ricorso per Cassazione il difensore del Q., deducendo inosservanza ed erronea applicazione dell’articolo 609 bis Cp e mancanza e/o manifesta illogicità della motivazione. In particolare, osservava il ricorrente, la sentenza impugnata aveva solo apparentemente motivato il proprio convincimento in merito alla natura libidinosa del bacio che l’imputato aveva dato alla ragazza, senza per nulla considerare che la suddetta condotta, per poter essere correttamente inquadrata in una fattispecie penale (violenza sessuale) piuttosto che in un’altra (molestia o ingiuria), andava valutata alla luce dell’effettivo contesto oggettivo e soggettivo in cui era stata posta in essere. Nella fattispecie, si era trattato di un unico bacio, durato pochi secondi, dopo che la ragazza aveva manifestato la sua volontà di non riprendere la relazione sentimentale. Pertanto, la fattispecie andava inquadrata in altra ipotesi di reato, ma non poteva essere ritenuta espressione di una manifestazione erotica. Si chiedeva l’annullamento della sentenza.

Il ricorso va rigettato perché infondato.

Va ribadito in questa sede che, nella nozione di atti sessuali di cui all’articolo 609bis Cp, si devono includere non solo gli atti che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente (cfr, ex multis, Cassazione, Sezione terza, 11 gennaio 2006, Beraldo; cfr. Sezione terza, 1 dicembre 2000, Gerardi). E’, infatti, pacifico che la condotta vietata dall’articolo 609 bis Cp ricomprende – se connotata da violenza -qualsiasi comportamento (addirittura anche se non esplicato attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo) che sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà dell’individuo attraverso il soddisfacimento dell’istinto sessuale dell’agente. Invero, il riferimento al sesso non deve limitarsi alle zone genitali, ma comprende anche quelle ritenute dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica e sociologica, erogene, tali da essere sintomatiche di un istinto sessuale (cfr. Cassazione, Sezione terza, 1 dicembre 2001, Gerardi; cfr, Sezione terza, 66551/98, Di Francia). Pertanto, tra gli atti suscettibili di integrare il delitto in oggetto, va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio, allorché l’atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del soggetto passivo.

http://www.avvocato-penalista-bologna.it/avvocati-bologna-avvocato-bologna-avvocati-penalisti-bologna-avvocato-penalista-bologna-avvocato-per-droga-avvocato-per-processo-penale-avvocato-per-stalking-avvocato-per-stupefacenti-avvocato-per-vio/stalking-art-612-bis-cp/

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Non può, dunque, sussistere alcun dubbio circa la ravvisabilità – nel caso di specie – del reato contestato, avendo i Giudici del merito accertato che l’attuale ricorrente afferrò la X. per un braccio e la baciò sulla bocca, dopo che la giovane gli aveva palesato la sua volontà di non riprendere il rapporto sentimentale.

Conclusivamente, dovendo ritenersi che la sentenza abbia fatto buon uso del principio di diritto sopra enunciato e non sia incorsa in vizi motivazionali, il ricorso va rigettato, con conseguente condA. del ricorrente al pagamento delle spese del grado.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

 

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