BANCAROTTA FRAUDOLENTA AVVOCATO , ESPERTO DIFENDE MELANO BOLOGNA VENEZIA la sussistenza dell’elemento soggettivo sulla base del richiamo all’assoluzione dell’imputato dai fatti di bancarotta patrimoniale con “formula dubitativa”: “il fatto che l’imputato sia stato assolto con formula dubitativa dalle ipotesi di distrazione in mancanza di prova certa al riguardo” induce il giudice di appello a ritenere che le gravi carenze nella tenuta delle scritture contabili “siano state finalizzate ad impedire la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della societa’

BANCAROTTA FRAUDOLENTA AVVOCATO ESPERTO DIFENDE MiLANO BOLOGNA VENEZIA la sussistenza dell’elemento soggettivo sulla base del richiamo all’assoluzione dell’imputato dai fatti di bancarotta patrimoniale con “formula dubitativa”: “il fatto che l’imputato sia stato assolto con formula dubitativa dalle ipotesi di distrazione in mancanza di prova certa al riguardo” induce il giudice di appello a ritenere che le gravi carenze nella tenuta delle scritture contabili “siano state finalizzate ad impedire la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della societa’

 

bancarotta fraudolenta documentale

bancarotta fraudolenta documentale

 

la sentenza di primo grado aveva assolto l’imputato dal reato di ricorso abusivo al credito e da una pluralita’ di fatti di bancarotta per distrazione, rilevando la mancanza di prova, per alcuni di essi, e la “manifesta insussistenza” dell’accusa, per altri; (OMISSIS), invece, era stato condannato per il reato di bancarotta fraudolenta documentale: la sentenza di primo grado – a fronte di un’imputazione che contestava la tenuta dei libri e delle scritture contabili in guisa da non permettere la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della fallita – aveva richiamato, tra l’altro, la relazione del curatore, secondo cui la contabilita’ era stata omessa nell’anno 2007 e, negli anni precedenti, tenuta in modo irregolare, ossia tale non consentire la ricostruzione del giro degli affari. In estrema sintesi, il gravame, da un lato, deduceva, anche sulla base di un esame critico delle prospettazioni del curatore (di cui si evidenziava il carattere ipotetico e teorico), che l’unico dato accertato era l’omessa tenuta delle scritture contabili nei primi mesi del 2007 e, dall’altro, denunciava il carattere ingiustificato del giudizio di sussistenza dell’elemento soggettivo della bancarotta fraudolenta documentale, invocando la riqualificazione del fatto in termini di bancarotta semplice. L’appello, dunque, enunciava ed argomentava esplicitamente i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della decisione impugnata, sicche’ era del tutto in linea con il requisito della specificita’ dell’impugnazione (Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016 – dep. 22/02/2017, Galtelli, Rv. 268822), tanto piu’ che la sentenza di primo grado non aveva affrontato ex professo il punto relativo all’elemento psicologico del reato.
A fronte delle censure dell’appellante, la Corte distrettuale ha argomentato la sussistenza dell’elemento soggettivo sulla base del richiamo all’assoluzione dell’imputato dai fatti di bancarotta patrimoniale con “formula dubitativa”: “il fatto che l’imputato sia stato assolto con formula dubitativa dalle ipotesi di distrazione in mancanza di prova certa al riguardo” induce il giudice di appello a ritenere che le gravi carenze nella tenuta delle scritture contabili “siano state finalizzate ad impedire la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della societa’ e a pregiudicare gli interessi dei creditori”.
Rileva il Collegio che, nei termini indicati, la motivazione della sentenza impugnata non risulta “effettiva”, ossia realmente idonea a rappresentare le ragioni che il giudicante ha posto a base della decisione adottata (Sez. 1, n. 41738 del 19/10/2011 – dep. 15/11/2011, Print in proc. Longo, Rv. 251516): infatti, oltre a non confrontarsi puntualmente con la critica dell’appellante alle dichiarazioni del curatore, la Corte distrettuale accomuna indistintamente nel riferimento all’assoluzione con “formula dubitativa” le articolate valutazioni della sentenza di primo grado, che per alcuni fatti distrattivi aveva rilevato la mancanza di prova, ma per altri, come si e’ detto, aveva rimarcato la “manifesta insussistenza” dell’accusa. Decisivo, comunque, e’ il rilievo che l’inferenza posta a fondamento della sentenza impugnata non e’ esente dal vizio denunciato, poiche’ l’insussistenza dei fatti di bancarotta patrimoniale dichiarata dal giudice di primo grado non puo’ essere svilita, nella sua valenza di accertamento negativo, sulla base dell’argomento che il proscioglimento e’ stato pronunciato (peraltro, in parte) per mancanza di provaSentenza 19 ottobre 2017, n. 48208
Data udienza 10 luglio 2017

PENALE TRIBUTARIO BOLOGNA IMOLA RAVENNA FORLI L'emissione di fatture per operazioni inesistenti

PENALE TRIBUTARIO BOLOGNA IMOLA RAVENNA FORLI L’emissione di fatture per operazioni inesistenti

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE QUINTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VESSICHELLI Maria – Presidente

Dott. CATENA Rossella – Consigliere

Dott. MICCOLI Grazia – Consigliere

Dott. FIDANZIA Andrea – rel. Consigliere

Dott. CAPUTO Angelo – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
(OMISSIS) nato il (OMISSIS);
avverso la sentenza del 19/05/2016 della CORTE APPELLO di MILANO;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO CAPUTO;
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARINELLI FELICETTA che ha concluso per l’inammissibilita’;
Il difensore presente avv. (OMISSIS) in difesa del ricorrente si riporta integralmente ai motivi di ricorso di cui ne chiede l’accoglimento.
Udite le parti che hanno concluso come da verbale sopra trascritto.
RITENUTO IN FATTO
Con sentenza deliberata il 30/03/2012, il Tribunale di Monza dichiarava (OMISSIS) responsabile del reato di bancarotta fraudolenta documentale, perche’, quale titolare dell’impresa individuale “(OMISSIS)”, dichiarata fallita il (OMISSIS), teneva i libri e le scritture contabili in modo da non permettere la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari; l’imputato veniva invece assolto dal reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione e dal reato di ricorso abusivo al credito. Investita del gravame dell’imputato, la Corte di appello di Milano, con sentenza deliberata il 19/05/2016, ha confermato la sentenza di primo grado.
Avverso l’indicata sentenza della Corte di appello di Milano ha proposto ricorso per cassazione (OMISSIS), attraverso il difensore avv. (OMISSIS), denunciando – nei termini di seguito enunciati nei limiti di cui all’articolo 173 disp. att. cod. proc. pen., comma 1 – violazione ed erronea applicazione dell’articolo 192 cod. proc. pen. in relazione all’articolo 216, comma 1, n. 2), l. fall.. La sentenza impugnata ha risolto la questione dell’accertamento della sussistenza del dolo attraverso l’inammissibile presunzione fondata sulla circostanza che l’imputato e’ stato assolto dal reato di bancarotta patrimoniale “solo” con formula dubitativa; di conseguenza, la Corte di appello ha argomentato la sussistenza del dolo avendo ritenuto probabile che l’imputato abbia commesso le condotte distrattive escluse dalla sentenza di primo grado, in assenza di indizi valutabili a norma dell’articolo 192 cod. proc. pen., comma 2.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso e’ fondato, per le ragioni e nei termini di seguito indicati.
In premessa, mette conto sottolineare che  .
Pertanto, la sentenza impugnata deve essere annullata con rinvio per nuovo esame ad altra Sezione della Corte di appello di Milano, che conserva nel merito piena autonomia di giudizio nella ricostruzione dei dati di fatto e nella valutazione di essi (Sez. 1, n. 803 del 10/02/1998, dep. 10/03/1998, Scuotto, Rv. 210016), potendo procedere ad un nuovo esame del compendio probatorio con il solo limite di non ripetere i vizi motivazionali del provvedimento annullato (Sez. 3, n. 7882 del 10/01/2012, dep. 29/02/2012, Montali, Rv. 252333).
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame ad altra Sezione della Corte di appello di Milano.