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AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA PROCESSO PENALE MINORILE:

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la facoltà di disporre la sospensione del processo al fine di valutare la personalità del minorenne, di cui al D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, art. 28,

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AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA PROCESSO PENALE MINORILE: la facoltà di disporre la sospensione del processo

la facoltà di disporre la sospensione del processo al fine di valutare la personalità del minorenne, di cui al D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, art. 28, non può essere esercitata dal giudice di secondo grado se non in sede di controllo della decisione del giudice di primo grado, il quale abbia erroneamente omesso l’indagine sulla personalità del minore impostagli dalla norma di cui al D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, art. 9 ed abbia ingiustificatamente rifiutato la sospensione del processo e la messa alla prova dell’imputato.

Pertanto, il mancato esercizio della facoltà di sollecitare la sospensione del processo per la messa alla prova nel corso del giudizio di primo grado e la mancata deduzione della omissione come vizio della decisione di primo grado, rende inammissibile la richiesta formulata per la prima volta nel giudizio di appello” (Sez. 1, sent. n. 8472 dep. il 01/08/1991; Sez. 2, sent. n. 7848 dep. il 02/06/1992; Sez. 5, sent. n. 21181 dep. il 20/06/2006). Da tale orientamento, che condivide, il Collegio non intende distaccarsi.

 

AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA PROCESSO PENALE MINORILE:    la facoltà di disporre la sospensione del processo

AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA PROCESSO PENALE MINORILE: la facoltà di disporre la sospensione del processo

 

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE II PENALE

Sentenza 8 – 21 marzo 2016, n. 11683

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENTILE Mario – Presidente –

Dott. GALLO Domenico – Consigliere –

Dott. CERVADORO Mirella – Consigliere –

Dott. RAGO Geppino – Consigliere –

Dott. PELLEGRINO Andrea – est. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

I.C., n. a (OMISSIS), rappresentato e assistito dall’avv. CONCILIO Roberto, di fiducia, avverso la sentenza n. 22/2013, emessa dalla Corte d’appello di Napoli, sezione minorenni, in data 12.06.2014;

visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;

preso atto della ritualità delle notifiche e degli avvisi;

sentita la relazione della causa fatta dal Consigliere Dott. PELLEGRINO Andrea;

udita la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Dott. BIRRITTERI Luigi che ha concluso chiedendo di dichiararsi l’inammissibilità del ricorso.

Svolgimento del processo

  1. Con sentenza in data 19.10.2012, il Tribunale per i Minorenni di Napoli condannava I.C. alla pena di anni uno e mesi due di reclusione ed Euro 400,00 di multa per i reati di ricettazione in concorso e guida senza patente, ritenuti avvinti dal vincolo della continuazione.
  2. A seguito di proposta impugnazione, la Corte d’appello di Napoli, in riforma della sentenza di primo grado, rideterminava la pena in anni uno, mesi uno di reclusione ed Euro 400,00 di multa, con conferma nel resto.
  3. Avverso detta sentenza, nell’interesse di I.C., viene proposto ricorso per cassazione lamentandosi, quale motivo unico, la violazione del D.P.R. n. 448 del 1988, art. 28 per omessa motivazione in ordine alla mancata concessione della messa alla prova, richiesta al giudice di primo grado che l’aveva negata senza rendere sul punto adeguata motivazione: statuizione puntualmente dedotta dal ricorrente nei motivi di gravame d’appello.
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Motivi della decisione

  1. Il ricorso è manifestamente infondato e, come tale, va dichiarato inammissibile.
  2. Invero, si è in presenza di una richiesta (sospensione del procedimento per la valutazione della personalità dell’imputato minorenne) che non risulta essere stata avanzata dalla parte nel corso del giudizio di primo grado: di tal che, la relativa censura di omessa valutazione, completamente infondata in fatto, formulata in sede di appello deve essere dichiarata inammissibile, secondo quanto disposto dal D.P.R. n. 448 del 1988, art. 28, potendo il giudice d’appello intervenire sul punto solo nell’esercizio del controllo della decisione appellata e, quindi, alla condizione che l’inerzia del giudice di primo grado abbia formato oggetto dei motivi d’impugnazione (cfr., da ultimo, Sez. 2, sent. n. 35937 del 21/05/2009, dep. 16/09/2009, S.I., Rv. 245592).

Ritiene il Collegio come del tutto correttamente la Corte territoriale abbia, pertanto, ritenuto di dover restringere le proprie possibilità di decisione alle richieste contenute nell’appello.

Invero, questa Suprema Corte ha ripetutamente stabilito che “la facoltà di disporre la sospensione del processo al fine di valutare la personalità del minorenne, di cui al D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, art. 28, non può essere esercitata dal giudice di secondo grado se non in sede di controllo della decisione del giudice di primo grado, il quale abbia erroneamente omesso l’indagine sulla personalità del minore impostagli dalla norma di cui al D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, art. 9 ed abbia ingiustificatamente rifiutato la sospensione del processo e la messa alla prova dell’imputato.

Pertanto, il mancato esercizio della facoltà di sollecitare la sospensione del processo per la messa alla prova nel corso del giudizio di primo grado e la mancata deduzione della omissione come vizio della decisione di primo grado, rende inammissibile la richiesta formulata per la prima volta nel giudizio di appello” (Sez. 1, sent. n. 8472 dep. il 01/08/1991; Sez. 2, sent. n. 7848 dep. il 02/06/1992; Sez. 5, sent. n. 21181 dep. il 20/06/2006). Da tale orientamento, che condivide, il Collegio non intende distaccarsi.

  1. Da qui l’inammissibilità del ricorso, senza alcuna pronuncia in ordine alle spese a ragione della minore età del ricorrente al momento del fatto. In caso di diffusione del presente provvedimento omettere le generalità o gli altri dati identificativi a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52 in quanto imposto dalla legge.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso.

In caso di diffusione del presente provvedimento omettere le generalità o gli altri dati identificativi a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52 in quanto imposto dalla legge.

Così deciso in Roma, nella Udienza pubblica, il 8 marzo 2016.

Depositato in Cancelleria il 21 marzo 2016