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AVVOCATO PENALISTA RAVENNA CASSAZIONE PENALE ARRESTI DOMICILIARI

In tema di arresti domiciliari, i criteri di particolare rigore che governano la concessione dell’autorizzazione ad allontanarsi dal domicilio per provvedere ad indispensabili esigenze di vita devono trovare applicazione anche nella valutazione della persistenza nel tempo dei presupposti e delle condizioni posti a base del provvedimento autorizzativo; ne consegue che, benché la prestazione di lavoro esterno non costituisca un vero e proprio obbligo per il soggetto che a tanto è stato autorizzato, detta autorizzazione ben possa essere revocata, nella ipotesi in cui si accerti la carenza — originaria o sopravvenuta —di tali condizioni e presupposti. (Fattispecie in cui è stata ritenuta legittima la revoca disposta a seguito dell’accertamento delle reiterate assenze dal lavoro del soggetto, il quale, essendo stato autorizzato all’attività lavorativa esterna in considerazione sia dell’assoluto stato di bisogno, sia delle sue condizioni di salute, si tratteneva, viceversa, nella sua abitazione, senza addurre valide giustificazioni).

AFOTOPROCESSOMANETTE SCRITTA

La Cassazione ha emesso una sentenza molto importante in tema di misure cautelari.

In poche parole, ha stabilito che la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere in base a quanto stabilito dall’articolo 275, comma 3 c.p.p. opera sia in occasione dell’adozione del provvedimento della misura coercitiva sia nelle fasi successive che attengono alla permanenza delle esigenze cautelari.

Il principio dettato con la sentenza n. 34473/2012 depositata il 20 settembre 2012 dalle sezioni unite penali, permette quindi di eliminare ogni dubbio interpretativo sull’argomento in quanto si delinea la tesi giurisprudenziale da seguire mettendo fine, una volta per tutte, alla confusione generata nel tempo dalle pronuncia contrastanti.

AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA -FORLI-CESENA -RAVENNAa favore dei soggetti indagati o imputati  (memorie difensive, richieste riti alternativi, richieste incidenti probatori, redazione denuncie o querele, redazione atti di costituzione di parte civile ACHIAMA PEN3ACPENGRANDE

In tema di arresti domiciliari, il giudice non può imporre all’indagato limitazioni per «ragioni di sicurezza» connesse alla sottoposizione dello stesso alle prescrizioni di cui all’art. 41 bis ord. pen., durante la custodia cautelare in carcere, giacché le restrizioni da quell’articolo consentite sono eccezionali e limitate al regime carcerario, cessato il quale non possono residuarne effetti fuori dell’istituto carcerario. Eventuali disposizioni aggravatorie della «ordinaria» disciplina degli arresti e, in particolare, l’imposizione di limiti o divieti alla facoltà di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano o lo assistono, può essere disposta soltanto «quando è necessario»: tale necessità deve essere collegata a motivate esigenze di cautela processuale. *

 

Cass. n. 14111/2015

Il divieto di concessione degli arresti domiciliari al condannato per evasione, previsto dall’art. 284, comma quinto, cod. proc. pen., ha carattere assoluto e, pertanto, prevale sulla disposizione di cui all’art. 275, comma secondo bis, cod. proc. pen., in base alla quale non può essere applicata la misura cautelare della custodia in carcere quando il giudice ritiene che la pena irrogata non sarà superiore a tre anni.

Cass. n. 4876/2015

In tema di disciplina degli arresti domiciliari, la condizione di assoluta indigenza dell’imputato, cui la legge subordina l’autorizzazione ad allontanarsi dal luogo di arresto per esercitare un’attività lavorativa, non può essere automaticamente esclusa nè a causa della nomina di un secondo difensore di fiducia, in quanto la limitazione della libertà personale può indurre l’interessato e la sua famiglia ad attivarsi (con ricorso a prestiti ecc.) in modo peculiare rispetto alle ordinarie esigenze di vita, onde garantire l’esercizio più ampio del diritto di difesa, né in ragione della astratta possibilità per il coniuge di trovare lavoro, avuto riguardo agli obblighi di assistenza materiale e di mantenimento, penalmente sanzionati, che gravano sull’imputato quale padre e marito.

AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA -FORLI-CESENA -RAVENNAa favore dei soggetti indagati o imputati  (memorie difensive, richieste riti alternativi, richieste incidenti probatori, redazione denuncie o querele, redazione atti di costituzione di parte civile[Google_Maps_WD id=21 map=2]