FILE PEDOPORNOGRAFICI SCARICARE DA EMULE, REATO ,ELEMENTO SOGGETTIVO SUSSISTENZA

proprio con riguardo allo scaricamento di file da Internet per il tramite di programmi di condivisione, tra i quali, appunto, il programma E-Mule, questa Corte ha ripetutamente affermato che il solo fatto dell’utilizzo di tali sistemi non può implicare la volontà, nel soggetto agente, di divulgare detto materiale (tra le altre, Sez.3, n. 44065 del 10/11/2011, Pagura, Rv. 251401) e che, comunque, ed ancor prima, la condotta di divulgazione presuppone che i file di cui si compone il materiale siano interamente scaricati e completi, ossia concretamente leggibili e visionabili, nonché lasciati nella cartella dei file destinati alla condivisione (Sez.3, n. 1169/09 del 07/11/2008, Gaudino, Rv. 242992). Si è infatti chiarito che, laddove la norma parla di “materiale” pornografico minorile, la stessa si riferisce a file che in concreto possano essere considerati come “materiale” di tale natura, e perciò a file completi e già interamente scaricati e visionabili, e non a singoli minuscoli frammenti, magari nemmeno coordinati e sequenziali, e quindi assolutamente illeggibili ed inutilizzabili. Di qui, dunque, la necessità che si abbia prova non già di un inizio di scaricamento (la cui operazione per il tramite anche del programma E – Mule, può, come noto, durare, del resto, anche giorni secondo durata e modalità della connessione) ma dell’intervenuto scaricamento completo; a tal fine, poi, dovendosi aggiungere che la quantità del file già scaricato è di per sé irrilevante al fine della sua leggibilità e quindi della sua eventuale considerazione come “materiale” incompleto e parziale, ma illecito. Sicché, in definitiva, qualora il file sia ancora incompleto ed in fase di scaricamento, l’esistenza di un dolo diretto in concreto, oltre che all’acquisizione, anche alla diffusione dello stesso, dovrà risultare in modo certo, e non semplicemente essere tratto dalla condotta volta a procurarsi il file con il programma di condivisione di cui si è detto.

Occorre dimostrare che il soggetto abbia avuto non soltanto la volontà di procurarsi materiale pedopornografico, ma anche la precisa volontà di diffonderlo o pubblicizzarlo. Tale volontà – si legge nella sentenza in commento – non è desumibile dal semplice utilizzo di un programma di condivisione dei file, come Emule, ma deve ricavarsi da ulteriori e specifici elementi.processo penale, appello penale

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MATERUALE PEDOPORNO

 

All’imputato si è addebitato, con il capo d’imputazione sub 1), riferito al suddetto reato, la condotta di avere divulgato in Internet, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, “attraverso il sistema di file sharing denominato e­Mule Adunanza”, nei giorni e nelle ore specificamente indicati, un video di natura pedopornografica.

LA CORTE  CON MOTIVAZIONE LOGICA  AFFERMA:

Ora, proprio con riguardo allo scaricamento di file da Internet per il tramite di programmi di condivisione, tra i quali, appunto, il programma E-Mule, questa Corte ha ripetutamente affermato che il solo fatto dell’utilizzo di tali sistemi non può implicare la volontà, nel soggetto agente, di divulgare detto materiale (tra le altre, Sez.3, n. 44065 del 10/11/2011, Pagura, Rv. 251401) e che, comunque, ed ancor prima, la condotta di divulgazione presuppone che i file di cui si compone il materiale siano interamente scaricati e completi, ossia concretamente leggibili e visionabili, nonché lasciati nella cartella dei file destinati alla condivisione (Sez.3, n. 1169/09 del 07/11/2008, Gaudino, Rv. 242992).

Si è infatti chiarito che, laddove la norma parla di “materiale” pornografico minorile,

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la stessa si riferisce a file che in concreto possano essere considerati come “materiale” di tale natura, e perciò a file completi e già interamente scaricati e visionabili, e non a singoli minuscoli frammenti, magari nemmeno coordinati e sequenziali, e quindi assolutamente illeggibili ed inutilizzabili. Di qui, dunque, la necessità che si abbia prova non già di un inizio di scaricamento (la cui operazione per il tramite anche del programma E – Mule, può, come noto, durare, del resto, anche giorni secondo durata e modalità della connessione) ma dell’intervenuto scaricamento completo; a tal fine, poi, dovendosi aggiungere che la quantità del file già scaricato è di per sé irrilevante al fine della sua leggibilità e quindi della sua eventuale considerazione come “materiale” incompleto e parziale, ma illecito. Sicché, in definitiva, qualora il file sia ancora incompleto ed in fase di scaricamento, l’esistenza di un dolo diretto in concreto, oltre che all’acquisizione, anche alla diffusione dello stesso, dovrà risultare in modo certo, e non semplicemente essere tratto dalla condotta volta a procurarsi il file con il programma di condivisione di cui si è detto

VI E’ QUINDI UN DIFETTO DELL’ELEMENTO SOGGETTIVO DEL REATO !!