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GUIDA IN STATO DI EBREZZA ALCOTEST ATTO NON RIPETIBILE OBBLIGO AVVISO PRESENZA DIFENSORE,SEQUESTRO PREVENTIVO VEICOLO

 

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SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE IV PENALE
Sentenza 14 luglio – 17 novembre 2014, n. 47318
(Presidente Zecca – Relatore Izzo)
Ritenuto in fatto
1. Con ordinanza del 26\2\2014 il Tribunale di Reggio Calabria rigettava l’appello cautelare proposto da V.V.G. avverso il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, del veicolo Fiat Ducato tg. (…), in relazione alla contravvenzione di cui all’art. 186, lett. C), C.d.S. (fatto comm. in Gioia Tauro il 23\6\2013).

2. Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso il difensore dell’imputato, lamentando la violazione di legge per non essere stato l’alcoltest preceduto dall’avviso all’indagato della possibilità di essere assistito da un difensore. La nullità a regime intermedio non era stata sanata, in quanto tempestivamente dedotta.
Considerato in diritto
1. II provvedimento impugnato deve essere annullato senza rinvio.

Va premesso che l’art. 224 ter C.d.S. (introdotta dalla legge 120 del 2010) qualifica espressamente la confisca come “sanzione amministrativa accessoria”. La medesima norma prevede che nelle ipotesi di reato cui consegue tale sanzione (quindi per quel che ci interessa, l’art. 186) l’agente o l’organo accertatore, procede al sequestro ai sensi dell’art. 213 C.d.S. Non vi sono dubbi, pertanto, che la confisca del veicolo, malgrado debba essere obbligatoriamente disposta dal giudice penale con la sentenza di condanna, abbia adesso acquisito, per espressa previsione legislativa, la qualifica di sanzione amministrativa (non diversamente dalla sospensione della patente di guida).

Questa diversa qualificazione produce effetti assai rilevanti sulla possibilità di disporre il sequestro preventivo del veicolo. In particolare non può più essere ritenuto consentito il sequestro preventivo disposto per consentire di applicare la confisca del bene (art. 321 c.p.p., comma 2); in questo caso si fuoriesce palesemente dall’ambito di applicazione della misura cautelare reale essendo evidente che la confisca cui fa riferimento la norma processuale è quella avente natura penale mentre la confisca, pur conservando il carattere dell’obbligatorietà, ha assunto oggi natura di sanzione amministrativa: la conseguenza è che il sequestro preventivo (penale) non può più essere disposto per finalità di futura confisca obbligatoria.

Se invece il sequestro preventivo viene disposto per finalità inibitorie, in quanto la libera disponibilità del veicolo può agevolare la commissione di altri reati (art. 321 c.p.p., comma 1), il sequestro preventivo conserva il suo attuale ambito di applicazione fermo restando che la eventuale futura confisca, ancorché disposta dal giudice penale, non muterà la sua natura amministrativa.

Nel caso oggetto di giudizio, poiché il sequestro preventivo è stato applicato solo ai fini della confisca, esso non era ammissibile ed impone l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato e dell’originario decreto di sequestro.
P.Q.M.
La Corte annulla senza rinvio la impugnata ordinanza e l’originario decreto di convalida e sequestro preventivo disposto dal G.i.p. di Palmi in data 4\7\2013.