CONIUGE VIOLENZA SESSUALE ART 609 BIS CP, NO RESPONSABILITA’ ATTENUATA

CONIUGE VIOLENZA SESSUALE ART 609 BIS CP, NO RESPONSABILITA’ ATTENUATA

609 bis Violenza sessuale Chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. 609 ter Circostanze aggravanti La pena è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all`articolo 609 bis sono commessi: 1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici; 2) con l`uso di armi o di sostanze alcoliche narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; 3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio; 4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale; 5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore. La pena è della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci. 609 quater Atti sessuali con minorenne Soggiace alla pena stabilita dall`articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest`ultimo, una relazione di convivenza. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell`articolo 609 bis compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi. Si applica la pena di cui all`articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci. 609 quinquies Corruzione di minorenne Chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici, al fine di farla assistere, é punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. 609 sexies Ignoranza dell`età della persona offesa Quando i delitti previsti negli articolo 609 bis, 609 ter, 609 quater e 609 octies sono commessi in danno di persona minore di anni quattordici, nonché nel caso del delitto di cui all`articolo 609 quinquies, il colpevole non può invocare, a propria scusa, l`ignoranza dell`età della persona offesa. 609 septies Querela di parte I delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter e 609 quater sono punibili a querela della persona offesa. Salvo quanto previsto dall`articolo 597, terzo comma, il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La querela proposta e irrevocabile. Si procede tuttavia d`ufficio: 1) se il fatto di cui al l`articolo 609 bis è commesso nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni quattordici; 2) se il fatto è commesso dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore, ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia; 3) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell`esercizio delle proprie funzioni; 4) se il fatto é connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d`ufficio; 5) se il fatto è commesso nell`ipotesi di cui all`articolo 609 quater, ultimo comma. 609 octies Violenza sessuale di gruppo La violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale di cui all`articolo 609 bis. Chiunque commette atti di violenza sessuale di gruppo è punito con la reclusione da sei a dodici anni. La pena è aumentata se concorre taluna delle circostanze aggravanti previste dall`articolo 609 ter. La pena è diminuita per il partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato. La pena è altresì diminuita per chi sia stato determinato a commettere il reato quando concorrono le condizioni stabilite dai numeri 3) e 4) del primo comma e dal terzo comma dell`articolo 112. 609 nonies Pene accessorie ed altri effetti penali La condanna per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 quinquies e 609 octies comporta: 1) la perdita della potestà del genitore , quando la qualità di genitore è elemento costitutivo del reato; 2) l`interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela ed alla curatela; 3) la perdita del diritto agli alimenti e l`esclusione dalla successione della persona offesa . 609 decies Comunicazione al tribunale per i minorenni Quando si procede per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter 609 quinquies e 609 octies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall`articolo 609 quater il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni. Nei casi previsti dal primo comma l`assistenza affettiva e psicologica della persona offesa minorenne è assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza dei genitori o di altre persone idonee indicate dal minorenne e ammesse dal l`autorità giudiziaria che procede. In ogni caso al minorenne è assicurata l`assistenza dei servizi minorili dell`Amministrazione della giustizia e dei servizi istituiti dagli enti locali. Dei servizi indicati nel terzo comma si avvale altresì l`autorità giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento.

609 bis Violenza sessuale Chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. 609 ter Circostanze aggravanti La pena è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all`articolo 609 bis sono commessi: 1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici; 2) con l`uso di armi o di sostanze alcoliche narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; 3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio; 4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale; 5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore. La pena è della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci. 609 quater Atti sessuali con minorenne Soggiace alla pena stabilita dall`articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest`ultimo, una relazione di convivenza. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell`articolo 609 bis compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi. Si applica la pena di cui all`articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci. 609 quinquies Corruzione di minorenne Chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici, al fine di farla assistere, é punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. 609 sexies Ignoranza dell`età della persona offesa Quando i delitti previsti negli articolo 609 bis, 609 ter, 609 quater e 609 octies sono commessi in danno di persona minore di anni quattordici, nonché nel caso del delitto di cui all`articolo 609 quinquies, il colpevole non può invocare, a propria scusa, l`ignoranza dell`età della persona offesa. 609 septies Querela di parte I delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter e 609 quater sono punibili a querela della persona offesa. Salvo quanto previsto dall`articolo 597, terzo comma, il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La querela proposta e irrevocabile. Si procede tuttavia d`ufficio: 1) se il fatto di cui al l`articolo 609 bis è commesso nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni quattordici; 2) se il fatto è commesso dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore, ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia; 3) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell`esercizio delle proprie funzioni; 4) se il fatto é connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d`ufficio; 5) se il fatto è commesso nell`ipotesi di cui all`articolo 609 quater, ultimo comma. 609 octies Violenza sessuale di gruppo La violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale di cui all`articolo 609 bis. Chiunque commette atti di violenza sessuale di gruppo è punito con la reclusione da sei a dodici anni. La pena è aumentata se concorre taluna delle circostanze aggravanti previste dall`articolo 609 ter. La pena è diminuita per il partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato. La pena è altresì diminuita per chi sia stato determinato a commettere il reato quando concorrono le condizioni stabilite dai numeri 3) e 4) del primo comma e dal terzo comma dell`articolo 112. 609 nonies Pene accessorie ed altri effetti penali La condanna per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 quinquies e 609 octies comporta: 1) la perdita della potestà del genitore , quando la qualità di genitore è elemento costitutivo del reato; 2) l`interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela ed alla curatela; 3) la perdita del diritto agli alimenti e l`esclusione dalla successione della persona offesa . 609 decies Comunicazione al tribunale per i minorenni Quando si procede per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter 609 quinquies e 609 octies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall`articolo 609 quater il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni. Nei casi previsti dal primo comma l`assistenza affettiva e psicologica della persona offesa minorenne è assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza dei genitori o di altre persone idonee indicate dal minorenne e ammesse dal l`autorità giudiziaria che procede. In ogni caso al minorenne è assicurata l`assistenza dei servizi minorili dell`Amministrazione della giustizia e dei servizi istituiti dagli enti locali. Dei servizi indicati nel terzo comma si avvale altresì l`autorità giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento.

609 bis Violenza sessuale

Chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;

2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.

609 ter Circostanze aggravanti

La pena è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all`articolo 609 bis sono commessi:

1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici;

2) con l`uso di armi o di sostanze alcoliche narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;

3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio;

4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;

5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore.

La pena è della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci.

609 quater Atti sessuali con minorenne

Soggiace alla pena stabilita dall`articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto:

1) non ha compiuto gli anni quattordici;

2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest`ultimo, una relazione di convivenza.

Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell`articolo 609 bis compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni.

Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi.

Si applica la pena di cui all`articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.

609 quinquies Corruzione di minorenne

Chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici, al fine di farla assistere, é punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

609 sexies Ignoranza dell`età della persona offesa

Quando i delitti previsti negli articolo 609 bis, 609 ter, 609 quater e 609 octies sono commessi in danno di persona minore di anni quattordici, nonché nel caso del delitto di cui all`articolo 609 quinquies, il colpevole non può invocare, a propria scusa, l`ignoranza dell`età della persona offesa.

609 septies Querela di parte

I delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter e 609 quater sono punibili a querela della persona offesa.

Salvo quanto previsto dall`articolo 597, terzo comma, il termine per la proposizione della querela è di sei mesi.

La querela proposta e irrevocabile.

Si procede tuttavia d`ufficio:

1) se il fatto di cui al l`articolo 609 bis è commesso nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni quattordici;

2) se il fatto è commesso dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore, ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia;

3) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell`esercizio delle proprie funzioni;

4) se il fatto é connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d`ufficio;

5) se il fatto è commesso nell`ipotesi di cui all`articolo 609 quater, ultimo comma.

609 octies Violenza sessuale di gruppo

La violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale di cui all`articolo 609 bis.

Chiunque commette atti di violenza sessuale di gruppo è punito con la reclusione da sei a dodici anni.

La pena è aumentata se concorre taluna delle circostanze aggravanti previste dall`articolo 609 ter.

La pena è diminuita per il partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato. La pena è altresì diminuita per chi sia stato determinato a commettere il reato quando concorrono le condizioni stabilite dai numeri 3) e 4) del primo comma e dal terzo comma dell`articolo 112.

609 nonies Pene accessorie ed altri effetti penali

La condanna per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 quinquies e 609 octies comporta:

1) la perdita della potestà del genitore , quando la qualità di genitore è elemento costitutivo del reato;

2) l`interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela ed alla curatela;

3) la perdita del diritto agli alimenti e l`esclusione dalla successione della persona offesa .

609 decies Comunicazione al tribunale per i minorenni

Quando si procede per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter 609 quinquies e 609 octies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall`articolo 609 quater il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni.

Nei casi previsti dal primo comma l`assistenza affettiva e psicologica della persona offesa minorenne è assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza dei genitori o di altre persone idonee indicate dal minorenne e ammesse dal l`autorità giudiziaria che procede.

In ogni caso al minorenne è assicurata l`assistenza dei servizi minorili dell`Amministrazione della giustizia e dei servizi istituiti dagli enti locali.

Dei servizi indicati nel terzo comma si avvale altresì l`autorità giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento.

Il Collegio intende infatti ribadire il principio che «In tema di violenza sessuale, ai fini del riconoscimento della diminuente per i casi di minore gravità di cui all’art. 609-bis, ultimo comma, cod. pen., deve farsi riferimento ad una valutazione globale del fatto, nella quale assumono rilievo i mezzi, le modalità esecutive, il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e psicologiche di quest’ultima, anche in relazione all’età, mentre per il diniego della stessa attenuante è sufficiente la presenza anche di un solo elemento di conclamata gravità. (Sez. 3, n. 21623 del 15/04/2015, K. Rv. 263821).

Dunque correttamente il giudice di appello, appunto valutando il fatto “globalmente”, ha rilevato che il rapporto coniugale tra imputato e p.o. non potesse ritenersi motivo di attenuazione della gravità intrinseca della violenza sessuale, considerata la sostanziale abitualità del comportamento dell’imputato stesso, il quale, del tutto indebitamente, riteneva l’attività sessuale una sorta di prestazione dovuta dalla moglie.

In questo contesto relazionale il “caso” di violenza sessuale non può in alcun modo considerarsi di “minore gravità”.

AA22 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE III PENALE

Sentenza 17 marzo – 12 luglio 2016, n. 28492

(Presidente Fiale – Relatore Manzon)

Ritenuto in fatto

  1. Con sentenza in data 10 dicembre 2014 la Corte d’appello di Milano parzialmente riformava la sentenza in data 4 giugno 2014 con la quale il Gip del Tribunale di Monza aveva condannato M.B. alla pena di anni 5 di reclusione per i delitti di cui agli artt. 81 cpv., 94, 572, 582, 576, n. 5, 609 bis, cod. pen. in danno di G.A. La Corte territoriale osservava che era stata raggiunta la prova della responsabilità penale del prevenuto in ordine a detti reati, in particolare confermando il giudizio di attendibilità piena della p.o., anche con riguardo al dissenso in relazione all’unico episodio di violenza sessuale ritenuto nella sentenza del primo giudice. Il giudice di appello riteneva peraltro non congruamente fissato il trattamento sanzionatorio, sicché riduceva la pena inflitta al B. ad anni 3 mesi 8 giorni 20 di reclusione.
  2. Contro la sentenza, tramite il difensore fiduciario, ha proposto ricorso per cassazione l’imputato deducendo cinque motivi.

2.1 Con un primo motivo si duole di vizio della motivazione in ordine alla valutazione di attendibilità della p.o., evidenziandone i profili.

2.2 Con un secondo motivo lamenta violazione di legge e vizio della motivazione in ordine alla mancata applicazione dell’art. 649, cod. proc. pen., ravvisando per il reato di maltrattamenti una preclusione pro judicato rispetto alla sentenza del Tribunale di Monza in data 17 novembre 2008, come dedotto nello specifico correlativo motivo di appello, peraltro non riscontrato dalla Corte territoriale.

2.3 Con un terzo motivo ancora relativamente lamenta violazione di legge e vizio della motivazione relativamente al presupposto della abitualità/stabilità dei maltrattamenti ed alla ritenuta sussistenza di quello di violenza sessuale.

2.4 Con un quarto motivo si duole di violazione di legge e vizio della motivazione particolarmente quanto alla ritenuta sussistenza della “violenza” ai fini della affermazione della sua penale responsabilità per il reato di cui all’art. 609 bis, cod. pen.

2.5 Con un quinto motivo lamenta violazione di legge e vizio della motivazione rispetto alla mancata concessione della attenuante di cui all’art. 609 bis, terzo comma, cod. pen.

Considerato in diritto

  1. Il ricorso è infondato.
  2. Con il primo motivo il ricorrente censura la motivazione della sentenza impugnata in punto valutazione della attendibilità della p.o. In particolare il B. ribadisce l’assenza di riscontri alle dichiarazioni della medesima, ché anzi da quelle della figlia della coppia si ricaverebbero elementi logici di inferenza contrari.

Il motivo è infondato.

La Corte territoriale ha puntualmente ricostruito in fatto il diuturnamente problematico rapporto coniugale de quo, giustamente valorizzando sul piano deduttivo le pregresse denuncia e condanna per fatti analoghi (su cui v. anche in fra); ha inoltre analiticamente valutata l’attendibilità intrinseca delle dichiarazioni accusatorie della A., con particolare riguardo allo stato di completa soggezione fisica e morale nel quale essa era stata ridotta dal comportamento aggressivo del marito. Tanto che le “prestazioni sessuali” richieste ed ottenute sono state la derivazione inevitabile di questo assoggettamento permanente della p.o.

In ogni caso la censura non può essere scrutinata oltre ossia nei profili più strettamente inerenti le valutazioni probatorie fattuali, ciò essendo pacificamente inibito nel presente giudizio di legittimità

Non si vede inoltre in qual modo la deposizione della figlia della coppia infici la logicità inferenziale della motivazione del giudice di appello quanto alla questione oggetto della censura medesima, trattandosi di una sorta di “prova negativa”, di per sé non escludente quella “positiva” data appunto dalle dichiarazioni della A.

In conclusione la motivazione della sentenza impugnata sul punto risulta pienamente compatibile con il correlativo standard di cui al pacifico principio di diritto -enunciato nella giurisprudenza di legittimità- che impone un esame particolarmente rigoroso delle dichiarazioni della p.o./p.c.

  1. Con il secondo motivo il ricorrente si duole della violazione del principio del ne bis in idem ex art. 649, cod. proc. pen. asserendo che la sentenza impugnata abbia deciso su fatti già coperti dal giudicato formato con sentenza del Tribunale di Monza in data 17 novembre 2008.

Il motivo è infondato.

Con la citata sentenza irrevocabile il B. era stato condannato per fatti analoghi sussunti nella fattispecie di cui all’art. 572, cod. pen. con tempus commissi delicti individuato “sino al 4 giugno 2006”.

Il capo A della rubrica nel presente procedimento penale invidua il tempus dello stesso titolo di reato “dal giugno 2006 all’agosto 2013”.

Non vi è alcuna sovrapposizione di fatti e di sentenze, per la semplice ragione che nella denuncia querela della A. che ha originato il presente processo si fa appunto riferimento a fatti successivi a quelli già giudicati, come puntualmente e correttamente rilevato dalla Corte territoriale.

Si tratta dunque all’evidenza di due serie delittuose diverse, l’una susseguente all’altra.

  1. Con un terzo motivo il B. denuncia violazione di legge e vizio della motivazione in ordine alla, asseritamente erronea, affermazione di abitualità delle condotte di maltrattamenti.

La censura è manifestamente infondata.

Il ricorrente infatti coglie un solo aspetto -quello delle violenze sessuali­ delle considerazioni, ben più ampie, che il giudice di appello dedica al reato di maltrattamenti, nient’affatto ancorato alle violenze sessuali, delle quali di contro si da atto esservene stata soltanto una (di cui si dirà appena oltre).

La censura deve pertanto considerarsi capziosa e travisante.

  1. Con un quarto motivo il ricorrente si duole di violazione di legge e vizio della motivazione in relazione al punto decisionale sul reato di violenza sessuale di cui al capo C della rubrica. In particolare il B. si sofferma sulla effettività del “dissenso” opposto dalla A. nell’unico episodio sussumibile nella norma incriminatrice, per l’effetto devolutivo, valutato dalla Corte d’appello di Milano ossia quello del 15 giugno 2013, contestando la pertinenza dei precedenti di legittimità che il giudice di appello cita.

Il motivo è infondato.

Il Collegio intende anzitutto ribadire il -condivisibile- principio che «Il delitto di cui all’art. 609-bis cod. pen. è integrato ogni qual volta sia lesa la libertà dell’individuo di poter compiere atti sessuali in assoluta autonomia, senza condizionamenti di ordine fisico o morale; con la conseguenza che non hanno diritto di cittadinanza, nella valutazione della condotta criminosa, eventuali giustificazioni dedotte in nome di presunti limiti o diversità culturali nella concezione del rapporto coniugale, posto che le stesse porterebbero al sovvertimento del principio dell’obbligatorietà della legge penale e all’affievolimento della tutela di un diritto assoluto e inviolabile dell’uomo quale è la libertà sessuale» (tra le molte, v. Sez. 3, n. 37364 del 05/06/2015, B., Rv. 265187).

Su questa base giuridica, con motivazione ineccepibile, la Corte territoriale ha rilevato che, nel generale contesto di abiezione e sottomissione nella quale era costretta da anni a vivere la p.o., l’episodio in oggetto non possa che essere sussunto nella ipotesi delittuosa imputata al B. sub C della rubrica. In particolare ha rilevato che quella notte la A. era a dormire in un’altra stanza della casa coniugale e vi è stata letteralmente “prelevata” dall’imputato, che poi l’ha assoggettata alle attività sessuali che riteneva, senza che evidentemente avesse la necessità di usare altri particolari mezzi di costrizione, dato appunto il suo “costume” di vita coniugale accertato.

  1. Con il quinto motivo il B. si duole di violazione di legge e vizio della motivazione relativamente al mancato riconoscimento dell’attenuante di cui all’art. 609 bis, terzo comma, cod. pen., in particolare sostenendo l’inadeguatezza delle considerazioni -specificamente- fattuali utilizzate dalla Corte territoriale a suffragio del diniego.

Il motivo è infondato.

Escluso in questa sede ogni apprezzamento sulla valutazione, tipicamente meritale, del contesto concreto dell’episodio, vi è dunque più propriamente da osservare che la Corte d’appello di Milano ha correttamente interpretato l’ambito di operatività della previsione attenuatrice in questione, secondo peraltro i canoni espressi nella giurisprudenza di legittimità. Il Collegio intende infatti ribadire il principio che «In tema di violenza sessuale, ai fini del riconoscimento della diminuente per i casi di minore gravità di cui all’art. 609-bis, ultimo comma, cod. pen., deve farsi riferimento ad una valutazione globale del fatto, nella quale assumono rilievo i mezzi, le modalità esecutive, il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e psicologiche di quest’ultima, anche in relazione all’età, mentre per il diniego della stessa attenuante è sufficiente la presenza anche di un solo elemento di conclamata gravità. (Sez. 3, n. 21623 del 15/04/2015, K. Rv. 263821).

Dunque correttamente il giudice di appello, appunto valutando il fatto “globalmente”, ha rilevato che il rapporto coniugale tra imputato e p.o. non potesse ritenersi motivo di attenuazione della gravità intrinseca della violenza sessuale, considerata la sostanziale abitualità del comportamento dell’imputato stesso, il quale, del tutto indebitamente, riteneva l’attività sessuale una sorta di prestazione dovuta dalla moglie.

In questo contesto relazionale il “caso” di violenza sessuale non può in alcun modo considerarsi di “minore gravità”.

  1. In conclusione il ricorso deve essere rigettato ed il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali nonché di quelle di costituzione e rappresentanza della parte civile, liquidate come in dispositivo e distratte allo Stato, per effetto dell’ammissione al patrocinio gratuito.

firmaavvocatoP.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché alla rifusione delle spese del grado in favore della costituita parte civile A.G., che liquida in euro 1.359,00 oltre accessori di legge, con attribuzione in favore dello Stato.

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Avvocato Sergio Armaroli

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Dicono di me i clienti

Salve a tutti, mi sono trovato di recente a dover affrontare diverse problematiche relative al mondo del lavoro. Fortunatamente ho incontrato l’ Avv. Sergio Armaroli il quale ha saputo guidarmi nelle varie situazioni con grande calma e professionalità. La pratica è stata risolta in poco tempo e con soddisfazione di tutti. From Avvocato Penalista Bologna, […]- Utente Google
Cordialità e ottima accoglienza…Esprimo la mia totale soddisfazione nel servizio reso con professionalità,   esaudiente conoscenza del diritto e della legge in tutte le sue interpretazioni. Velata la sincerità e la schiettezza nelle probabili risoluzioni dei problemi di avversità penale . Determinazione e concretezza sono cornice della sua impeccabile figura  .Ringrazio l’avvocato Sergio Armaroli e consiglio vivamente […]- Federico : ringrazio l’avvocato Sergio Armaroli
Inconditi ne placute de viata am cunoscut av. SERGIO ARMAROLI o persoana minunata cu un caracter forte si determinat, pregatit profesional la un inalt nivel. Cu profesionalitatea sa m-a ajutat sa trec cu bine de probleme financiare cu banci in italia,de aceea il recomand la toate persoanele de origine romina care au probleme judiciare de […]- Utente Google
In un momento della mia vita mi sono trovata in difficoltà ma per fortuna ho conosciuto l’avvocato SERGIO ARMAROLI, il quale ha risolto i miei problemi dimostrando grande capacità e preparazione e grande senso di umanità e gentilezza. per questo raccomando a tutti i quali abbiano problemi di rivolgersi con fiducia all’avvocato SERGIO ARMAROLI Grazie […]- Elena
Buongiorno avv., Mi sono rivolta a Lei xke’ ho alcune cose da sistemare in merito alla mia separazione. Dal colloquio ke abbiamo avuto posso dire di essere stata molto soddisfatta grazie alla sua competenza e disponibilita’ nel venire a capo alle grosse problematiche ke questa situazione crea. From Avvocato Penalista Bologna, post Sabrina Post Footer […]- Sabrina

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