La confisca dei beni del reo per i reati fiscali non è consentita nel caso di un decorso temporale elevato tra il reato e il provvedimento di sequestro sui beni .

Questo è il principio posto dai Supremi giudici della Corte di Cassazione con una recente sentenza .

Al reato di evasione fiscale conseguono al di là della condanna alla detenzione, misure particolari quali la materiale privazione al reo dei propri beni sino all’ ammontare del profitto conseguente al reato.
Tale msura denominata confisca priva il reo dei propri beni, e puo assumere la forma per equivalente, riguardante anche beni privi di un nesso di pertinenzialità con il reato .
In queso caso viene denominata confisca per equivalente, posto il proprio carattere particolare non limitata solamente ai beni legati da un ensso di pertinenzialità con il reato.
Il provvedimento ,emesso comunque da parte del giudicee dopo una valutazione del fumus di un eventuale reato consiste in una privazione da parte dell’autorita dei beni del reo, il quale non potrà più disporne in alcun modo in pendenza del provvedimento di confisca .


Assai spesso si verifica che decorre un notevole lasso temporale tra la confisca e il reato con la conseguenza che i beni del reo vengono sottoposti ad un sequestro cautelare finalizzato alla confisca in un periodo molto successivo all’ attività delittuosa, al di la di tute le considerazioni circa l’effettiva efficacia del provvedimento che non importano a questa sede bisigna porre l’attenzione su di un altro dato di grande importanza per quel che riguarda la difesa del reo .
Come noto la sanzione penale altrimenti denominata reato è destinata a prescriversi se il procedimento che la riguarda non giunge a conclusione entro un ben preciso lasso temporale determinato dalla legge, il fenomeno denominato prescrizione è previsto in tutti gli ordinamenti moderni.

Nel caso in cui il reato dal quale deriva la confisca si prescriva ovvero sia fatto oggetto di una sentenza del giudice che lo dichiari proscritto, anche la confisca che, come abbiamo visto, ne costituisce una conseguenza,non potrà ritenersi più ammissibile.
La prova in tale caso è di fondamentale importanza e dovrà vertere sul decorso del termine temporale che ha determinato la prescrizione del reato tributario contestato .
Una volta raggiunta tale prova i beni del reo già oggetto del provvedimento di confisca dovranno essere liberati,con la conseguenza che torneranno nella sua piena disponibilità ,
In questo caso è possibile difendersi provando il decorso del tempo,eccessivo rispetto al reato,nel caso in cui il provvedimento sia stato già emesso con la liberazione dei beni oggetto del sequestro .
Il vizio dell’azione del magistrato può essere fatto valere anche nel giudizio per Cassazione con un ricorso che valuti il decorso del tempo tra il reato ed il provvedimento di sequestro con conseguente liberazione di beni in un certo senso congelati.

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