La posizione del creditore dell’imprenditore fallito può esser fatta valere nel corso del procedimento penale diretto alla contestazione del reato di bancarotta sia pure osservando certe limitazioni  anche se può  consentire recuperi di somme cospicue

La posizione del creditore è  una posizione di grande rilievo ,posto che egli può essere titolare  di crediti anche di notevole importanza e notevole importo economico,tale posizione può essere fatta valere con apposita azione civile nel corso del procedimento penale diretto alla contestazione del reato di bancarotta nei confronti del fallito che spesso consegue ad una dichiarazione di fallimento .

Il reato di bancarotta è un delitto che presenta un sanzione piuttosto elevata, come ovvio trattandosi di delitto si tratta della reclusione quindi di una pena detentiva e carceraria, assai spesso tale reato viene contestato nel corso della procedura fallimentare nel caso di accertamento di condotte delittuose da parte dell’imprenditore, Il quale pone in essere atti in pregiudizio delle ragioni dei creditori ledendone le legittime aspettative al soddisfacimento dei loro crediti nei suoi confronti . 

PENALE TRIBUTARIO BOLOGNA IMOLA RAVENNA FORLI L'emissione di fatture per operazioni inesistenti

PENALE TRIBUTARIO BOLOGNA IMOLA RAVENNA FORLI L’emissione di fatture per operazioni inesistenti

Tale posizione può essere fatta valere con una apposita costituzione di parte civile nel corso di tale procedimento, al fine di consentire il recupero del danno morale e materiale conseguente alla commissione del reato di bancarotta da parte dell’imprenditore fallito  e quindi alla salvaguardia delle pretese creditorie .

Gli ermellini con la sentenza qui in commento  prendono posizione sulla questione della valutazione della posizione del creditore nel caso di procedimento penale per il reato di bancarotta .

In particolare  i giudici della Corte Suprema di Cassazione valutano la posizione del singolo creditore che voglia far valere il proprio credito nel corso del procedimento diretto alla contestazione del reato di bancarotta,tale posizione deve comunque coordinata con quella degli altri creditori i quali anche essi vantano un credito nei confronti dell’imprenditore .

Infatti  per i giudici della Corte Suprema di Cassazione il creditore del fallito non assume la posizione di persona offesa dal reato in senso proprio dato che il bene difeso nel corso della procedura è ben diverso rispetto a quello del suo patrimonio .

Al creditore singolo infatti non è consentita la costituzione individuale nel corso del procedimento penale diretto alla contestazione del reato di bancarotta ,dovrà trattarsi un azione coordinata con quella degli altri creditori proprio per la natura del bene difeso con la procedura fallimentare .