Bancarotta documentale: necessità della prova del dolo specifico in capo all’imputato

Bancarotta documentale : secondo  quanto stabilito dalla suprema Corte di Cassazione, nella bancarotta fraudolenta documentale occorre il dolo specifico

nell’ipotesi di cui all’art. 216, comma 1, comma 2 l. fall. – questo si distingue a seconda che si tratti di sottrazione, distruzione e falsificazione o di tenuta caotica dei libri e delle scritture contabili e, nello specifico:

  • se trattasi di sottrazione o distruzione dei libri e delle altre scritture contabili, è richiesto il dolo specifico consistente nello scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori;
  • se, invece, la condotta si estrinseca nella tenuta caotica della contabilità è richiesto il dolo generico, inteso come consapevolezza da parte del soggetto agente che la confusa tenuta della contabilità renderà o potrà rendere impossibile la ricostruzione delle vicende patrimoniali, non essendo, per contro, necessaria la specifica volontà di impedire quella ricostruzione. 

Reato di bancarotta fraudolenta documentale – Imprenditore – Imputazione di distruzione e/o sottrazione delle scritture contabili – Necessaria ricorrenza del dolo specifico – Volontà di impedire la ricostruzione del patrimonio sociale – Scopo – Recare pregiudizio ai creditori o procurarsi un ingiusto profitto –

Bancarotta documentale: la  corte afferma che : Giova premettere che questa Corte ha chiarito che, in tema di reati fallimentari, la bancarotta fraudolenta documentale di cui all’art. 216, comma 1, n. 2 prevede due fattispecie alternative, quella di sottrazione o distruzione dei libri e delle altre scritture contabili, che richiede il dolo specifico, e quella di tenuta della contabilità in modo da rendere impossibile la ricostruzione del movimento degli affari e del patrimonio della fallita, che richiede il dolo generico (Sez. 5, n. 43966 del 28/06/2017, Rossi, Rv. 271611); per cui, accertata la responsabilità in ordine alla tenuta della contabilità in modo da rendere impossibile la ricostruzione del movimento degli affari e del patrimonio della fallita – che richiede il solo dolo generico – diviene superfluo accertare il dolo specifico richiesto per la condotta di sottrazione o distruzione dei libri e delle altre scritture contabili, anch’essa contestata (Sez. 5, n. 43977 del 14/07/2017, Pastechi, Rv. 271753).

la giurisprudenza della Suprema Corte Corte ha chiarito che, in tema di bancarotta fraudolenta documentale, l’occultamento delle scritture contabili, per la cui sussistenza è necessario il dolo specifico di recare pregiudizio ai creditori, consistendo nella fisica sottrazione delle stesse alla disponibilità degli organi fallimentari, anche sotto forma della loro omessa tenuta, costituisce una fattispecie autonoma ed alternativa – in seno all’art. 216, comma primo, lett. b), l. fall. – rispetto alla fraudolenta tenuta di tali scritture, in quanto quest’ultima integra un’ipotesi di reato a dolo generico, che presuppone un accertamento condotto su libri contabili effettivamente rinvenuti ed esaminati dai predetti organi (Sez. 5, n. 18634 del 01/02/2017, Autunno, Rv. 269904, che ha censurato la sentenza impugnata che, a fronte di una contestazione di occultamento “ovvero” di irregolare tenuta delle scritture contabili, pur ritenendo consumato il primo, ne aveva motivato la sussistenza attraverso una “fusione” con la seconda, trasformandola in evento della condotta di occultamento e sostituendo il dolo generico sufficiente ad integrare la stessa a quello specifico necessario per l’occultamento; Sez. 5, n. 43966 del 28/06/2017, Rossi, Rv. 271611: “la bancarotta fraudolenta documentale di cui all’art. 216, comma 1, n. 2 prevede due fattispecie alternative, quella di sottrazione o distruzione dei libri e delle altre scritture contabili, che richiede il dolo specifico, e quella di tenuta della contabilità in modo da rendere impossibile la ricostruzione del movimento degli affari e del patrimonio della fallita che richiede il dolo generico“; Sez. 5, n. 43977 del 14/07/2017, Pastechi, Rv. 271753).