NASCONDERE STUPEFACENTE NON PER FORZA E’ SPACCIO Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 23 febbraio – 18 aprile 2016, n, 15893  I giudici della Corte territoriale hanno ritenuto che la quantità di eroina detenuta dall’imputato, tossicodipendente abituale, non fosse compatibile con una “scorta” ma con la parziale destinazione a cessione in ragione essenzialmente di due dati, ovvero, da un lato, le modalità di custodia della stessa (collocata in parte nel bagno e in parte in garage) giudicata anomala per una mera finalità di consumazione personale e, dall’altro, la situazione di lavoro ed economica in generale dell’imputato.  Sennonché con riguardo al primo profilo, l’implicita valutazione circa la incongruità della scelta dei luoghi di custodia con una mera finalità di uso personale soffre, sotto il versante logico, della mancata considerazione delle conseguenze, sia pure di carattere amministrativo, che anche la mera consumazione dello stupefacente comporta a livello normativo, essendo dunque logicamente non incomprensibile, come invece ritenuto dalla Corte territoriale, che l’imputato abbia voluto comunque celare lo stupefacente ove si fosse trattato di mero uso personale.

NASCONDERE STUPEFACENTE NON PER FORZA E’ SPACCIO Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 23 febbraio – 18 aprile 2016, n, 15893 I giudici della Corte territoriale hanno ritenuto che la quantità di eroina detenuta dall’imputato, tossicodipendente abituale, non fosse compatibile con una “scorta” ma con la parziale destinazione a cessione in ragione essenzialmente di due dati, ovvero, da un lato, le modalità di custodia della stessa (collocata in parte nel bagno e in parte in garage) giudicata anomala per una mera finalità di consumazione personale e, dall’altro, la situazione di lavoro ed economica in generale dell’imputato. Sennonché con riguardo al primo profilo, l’implicita valutazione circa la incongruità della scelta dei luoghi di custodia con una mera finalità di uso personale soffre, sotto il versante logico, della mancata considerazione delle conseguenze, sia pure di carattere amministrativo, che anche la mera consumazione dello stupefacente comporta a livello normativo, essendo dunque logicamente non incomprensibile, come invece ritenuto dalla Corte territoriale, che l’imputato abbia voluto comunque celare lo stupefacente ove si fosse trattato di mero uso personale.

NASCONDERE STUPEFACENTE NON PER FORZA E’ SPACCIO Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 23 febbraio – 18 aprile 2016, n, 15893 I giudici della Corte territoriale hanno ritenuto che la quantità di eroina detenuta dall’imputato, tossicodipendente abituale,...