AVVOCATO PENALISTA REATI INFORMATICI

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AVVOCATO PENALISTA REATI INFORMATICI

Avvocato Penalista Esperto in Reati Informatici: Difesa Penale per Cybercrime, Frodi Online e Crimini Digitali

Avvocato penalista esperto in reati informatici a Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Milano, Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova

I reati informatici rappresentano una delle aree del diritto penale in più rapida evoluzione. Ogni giorno privati, imprenditori, professionisti e aziende possono trovarsi coinvolti, come persone offese o come indagati, in procedimenti penali riguardanti accessi abusivi ai sistemi informatici, truffe online, frodi bancarie, furto di identità digitale, ransomware, phishing, violazione della privacy, intercettazioni abusive, diffusione illecita di dati e reati commessi mediante internet.

In questi casi è fondamentale rivolgersi immediatamente ad un avvocato penalista esperto in reati informatici, capace di comprendere sia gli aspetti giuridici sia quelli tecnici dell’informatica forense.

Lo Studio Legale Avvocato Sergio Armaroli, con sede a Bologna, assiste clienti in tutta Italia, in particolare a:

  • Bologna
  • Modena
  • Parma
  • Reggio Emilia
  • Ferrara
  • Ravenna
  • Rimini
  • Forlì-Cesena
  • Mantova
  • Cremona
  • Brescia
  • Bergamo
  • Milano
  • Verona
  • Vicenza
  • Venezia
  • Padova

Cosa sono i reati informatici?

Per reati informatici si intendono tutte quelle fattispecie penali nelle quali il computer, internet, smartphone o reti telematiche costituiscono:

  • lo strumento del reato;
  • l’oggetto dell’offesa;
  • il mezzo attraverso il quale viene commesso il fatto.

Il legislatore italiano ha introdotto numerose norme specifiche, integrate negli ultimi anni dalle direttive europee e dalle convenzioni internazionali sul cybercrime.


I principali reati informatici

Accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.)

È probabilmente il reato informatico più frequente.

Si configura quando qualcuno entra senza autorizzazione in:

  • server aziendali;
  • PEC;
  • caselle email;
  • cloud;
  • computer;
  • database;
  • software gestionali;
  • sistemi sanitari;
  • banche dati pubbliche.

La pena aumenta se:

  • vengono distrutti dati;
  • il sistema è pubblico;
  • l’autore è pubblico ufficiale;
  • vengono violate misure di sicurezza.

Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso (art. 615-quater c.p.)

Punisce chi procura, diffonde o utilizza:

  • password;
  • PIN;
  • credenziali;
  • token;
  • codici SPID;
  • credenziali bancarie;
  • OTP.

Diffusione di programmi diretti a danneggiare sistemi (art. 615-quinquies c.p.)

Riguarda:

  • malware;
  • ransomware;
  • spyware;
  • virus;
  • trojan;
  • keylogger.

Anche la semplice distribuzione può integrare il reato.


Intercettazione illecita di comunicazioni informatiche (art. 617-quater c.p.)

Punisce chi intercetta abusivamente:

  • email;
  • traffico internet;
  • comunicazioni aziendali;
  • trasmissioni telematiche.

Installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni (art. 617-quinquies c.p.)

Rientrano:

  • spyware;
  • software spia;
  • captatori abusivi;
  • sistemi di monitoraggio occulto.

Danneggiamento di dati informatici (artt. 635-bis e seguenti c.p.)

Comprende:

  • cancellazione dati;
  • alterazione database;
  • blocco sistemi;
  • ransomware;
  • sabotaggio aziendale;
  • criptazione dei server.

Frodi informatiche (art. 640-ter c.p.)

Una delle contestazioni più diffuse.

Riguarda:

  • bonifici fraudolenti;
  • manipolazione home banking;
  • carte clonate;
  • wallet digitali;
  • criptovalute;
  • pagamenti elettronici.

Sostituzione di persona online (art. 494 c.p.)

Sempre più frequente nei social network.

Ad esempio:

  • falsi profili Facebook;
  • falsi account Instagram;
  • LinkedIn;
  • Telegram;
  • WhatsApp;
  • utilizzo abusivo dell’identità digitale.

Diffamazione online

Internet amplifica enormemente il danno.

Sono frequenti procedimenti riguardanti:

  • recensioni Google;
  • Facebook;
  • Instagram;
  • TikTok;
  • LinkedIn;
  • forum;
  • blog;
  • YouTube.

Revenge Porn (art. 612-ter c.p.)

Punisce la diffusione non autorizzata di:

  • fotografie intime;
  • video sessualmente espliciti;
  • immagini private.

Anche la semplice condivisione può integrare il reato.


Stalking mediante strumenti telematici

Sempre più procedimenti riguardano:

  • messaggi continui;
  • email;
  • WhatsApp;
  • Telegram;
  • fake profile;
  • geolocalizzazione.

Truffe informatiche

Tra le più comuni:

  • phishing;
  • smishing;
  • vishing;
  • falso trading online;
  • criptovalute;
  • falsi investimenti;
  • marketplace fraudolenti;
  • Marketplace Facebook;
  • Subito;
  • eBay;
  • Amazon.

Business Email Compromise (BEC)

Colpisce soprattutto le imprese.

L’autore:

  • intercetta email;
  • modifica IBAN;
  • induce clienti a pagare sul conto del truffatore.

I danni possono raggiungere centinaia di migliaia di euro.


Ransomware

Uno dei fenomeni più gravi.

Il criminale:

  • blocca i server;
  • cifra tutti i dati;
  • richiede un riscatto.

Occorre intervenire immediatamente:

  • penalmente;
  • civilmente;
  • informaticamente.

Furto di identità digitale

Può riguardare:

  • SPID;
  • PEC;
  • firma digitale;
  • CNS;
  • credenziali bancarie.

Violazione del GDPR

In alcuni casi la violazione dei dati personali può assumere rilievo penale oltre che amministrativo.


Computer Forensics

Nei reati informatici assume enorme importanza la prova digitale.

Occorre verificare:

  • log;
  • IP;
  • hash;
  • immagini forensi;
  • server;
  • backup;
  • metadata;
  • copie forensi.

Una difesa efficace richiede spesso la collaborazione con consulenti informatici forensi.


La fase delle indagini

L’avvocato penalista interviene fin dall’inizio.

Può assistere durante:

  • perquisizioni;
  • sequestri informatici;
  • copia forense;
  • interrogatori;
  • acquisizione smartphone;
  • acquisizione computer;
  • cloud;
  • server aziendali.

Sequestro di computer e smartphone

È uno dei momenti più delicati.

Occorre verificare:

  • correttezza della procedura;
  • catena di custodia;
  • integrità della copia forense;
  • rispetto delle garanzie difensive.

Molti procedimenti vengono decisi proprio sulla validità delle prove digitali.


Difesa dell’indagato

Un avvocato esperto può verificare:

  • inutilizzabilità delle prove;
  • assenza dell’elemento soggettivo;
  • errore tecnico;
  • accessi autorizzati;
  • concorso di persone;
  • utilizzo improprio delle credenziali.

Ogni procedimento richiede un’analisi tecnica approfondita.


Assistenza alla persona offesa

Lo Studio assiste anche chi è vittima di:

  • hacker;
  • phishing;
  • ransomware;
  • furto di identità;
  • truffe online;
  • violazioni aziendali.

Le attività comprendono:

  • denuncia-querela;
  • richiesta di sequestro;
  • costituzione di parte civile;
  • richiesta di risarcimento del danno.

Aziende e Cybercrime

Le imprese possono subire:

  • attacchi hacker;
  • sottrazione database clienti;
  • furto di segreti industriali;
  • ransomware;
  • business email compromise;
  • frodi interne.

Un intervento tempestivo consente spesso di limitare i danni.


Perché scegliere un avvocato esperto in reati informatici

Il diritto penale dell’informatica richiede competenze multidisciplinari.

Occorre conoscere:

  • Codice Penale;
  • Codice di Procedura Penale;
  • normativa europea;
  • GDPR;
  • Digital Evidence;
  • Computer Forensics;
  • cybersecurity;
  • blockchain;
  • criptovalute;
  • investigazioni digitali.

Assistenza in tutta Italia AVVOCATO PENALISTA REATI INFORMATICI

Lo Studio Legale Avvocato Sergio Armaroli assiste clienti nei procedimenti per reati informatici davanti alle Procure e ai Tribunali di:

  • Bologna
  • Modena
  • Parma
  • Reggio Emilia
  • Ferrara
  • Ravenna
  • Rimini
  • Forlì
  • Milano
  • Brescia
  • Bergamo
  • Cremona
  • Mantova
  • Verona
  • Vicenza
  • Venezia
  • Padova
  • Roma
  • Firenze
  • Torino
  • Napoli

Quando contattare subito un avvocato- AVVOCATO PENALISTA REATI INFORMATICI

È opportuno richiedere assistenza immediata se:

  • hai ricevuto un avviso di garanzia;
  • è stata eseguita una perquisizione informatica;
  • sono stati sequestrati computer o smartphone;
  • sei accusato di accesso abusivo a sistemi informatici;
  • sei vittima di una truffa online;
  • hai subito un attacco ransomware;
  • ti hanno rubato l’identità digitale;
  • è stata violata la tua PEC o il tuo SPID;
  • la tua azienda ha subito un attacco hacker;
  • sei coinvolto in un’indagine per frode informatica.

Contatta l’Avvocato Sergio Armaroli

Se sei coinvolto in un procedimento per reati informatici, è essenziale agire rapidamente per preservare le prove digitali, tutelare i tuoi diritti e predisporre una strategia difensiva efficace sin dalle prime fasi delle indagini.

Lo Studio offre assistenza giudiziale e stragiudiziale a privati, professionisti e imprese nei procedimenti relativi al cybercrime, con particolare esperienza nella gestione di prove informatiche, sequestri di dispositivi elettronici, consulenze tecniche e difesa nei procedimenti penali davanti ai Tribunali italiani.

Studio Legale Avv. Sergio Armaroli
Telefono: 051 6447838
Assistenza per procedimenti penali in materia di reati informatici su tutto il territorio nazionale.


  • I reati informatici sono tutti i reati che vengono commessi utilizzando un computer o una rete informatica. Possono essere commessi da chiunque, indipendentemente dalla sua professione o esperienza.
  • CHIAMA  051 6447838 AVVOCATO ESPERTO REATI INFORMATICI PER LA TUA DIFESA AVVOCATO SERGIO ARMAROLI 
    
    In Italia, i reati informatici sono disciplinati dalla Legge 547 del 1993, che ha introdotto nel Codice Penale nuove norme dedicate alla criminalità informatica.
    
    I reati informatici possono essere classificati in base alla loro natura, in:
    
    • Reati contro la persona: sono quelli che violano i diritti della persona, come la privacy, l'integrità fisica o psichica, o la libertà personale. Ad esempio, il furto di identità, il cyberbullismo, o la diffusione di materiale pedopornografico.
    
    • Reati contro il patrimonio: sono quelli che arrecano un danno patrimoniale alla vittima. Ad esempio, la frode informatica, il furto di dati sensibili, o l'intercettazione illecita di comunicazioni.
    
    • Reati contro la pubblica amministrazione: sono quelli che violano i diritti e gli interessi della pubblica amministrazione. Ad esempio, l'accesso abusivo a un sistema informatico, o la diffusione di materiale informatico dannoso.
    
    Alcuni esempi specifici di reati informatici sono:
    
    • Accesso abusivo a un sistema informatico: consiste nell'entrare in un sistema informatico protetto da misure di sicurezza, senza averne il diritto.
    
    Accesso abusivo a sistema informatico: cos'è e come difendersi
    
    L'accesso abusivo a sistema informatico è un reato previsto dall'art. 615-ter del Codice penale italiano. Questo reato consiste nell'introduzione abusiva in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero nel mantenimento contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo.
    
    
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    REATI INFORMATICI
    
    
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    La pena prevista per questo reato è la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata fino a sei anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o se il sistema informatico o telematico è di interesse militare o relativo all'ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanità o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico.
    Come difendersi dall'accesso abusivo a sistema informatico
    Per difendersi dall'accesso abusivo a sistema informatico è importante adottare misure di sicurezza adeguate. Queste misure possono includere:
    • L'utilizzo di password forti e complesse
    • L'aggiornamento costante del sistema operativo e delle applicazioni
    • L'utilizzo di un firewall
    • L'installazione di un antivirus e di un antimalware
    Inoltre, è importante essere consapevoli dei rischi associati all'utilizzo di Internet e di adottare comportamenti prudenti, come:
    • Non aprire e-mail da mittenti sconosciuti
    • Non cliccare su link presenti in e-mail o in messaggi di chat
    • Scaricare file solo da fonti attendibili
    Alcuni esempi di accesso abusivo a sistema informatico
    Ecco alcuni esempi di accesso abusivo a sistema informatico:
    • Un hacker che utilizza una password rubata per accedere al sistema informatico di un'azienda
    • Un dipendente che utilizza i dati aziendali per scopi personali
    • Un ex partner che accede al profilo social della propria ex fidanzata
    Conclusione
    L'accesso abusivo a sistema informatico è un reato che può avere gravi conseguenze. Per difendersi da questo reato è importante adottare misure di sicurezza adeguate e adottare comportamenti prudenti nell'utilizzo di Internet.
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• Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici: consiste nel procurarsi, diffondere o comunicare codici di accesso a un sistema informatico protetto, senza averne il diritto.
• Frode informatica: consiste nell'impossessarsi di denaro o di beni di valore, mediante l'uso di un computer o di una rete informatica.
Reato di frode informatica: cos'è e come difendersi
La frode informatica è un reato che consiste nell'impossessarsi di denaro o di beni di valore, mediante l'uso di un computer o di una rete informatica.
In Italia, il reato di frode informatica è disciplinato dall'articolo 640-ter del Codice Penale, che prevede le seguenti pene:
• Reclusione da sei mesi a tre anni e multa da euro 51 a euro 1.032, se il fatto è commesso senza l'ausilio di strumenti informatici o telematici.
• Reclusione da uno a cinque anni e multa da euro 309 a euro 1.549, se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema.
• Reclusione da due a sei anni e multa da euro 600 a euro 3.000, se il fatto è commesso con furto o indebito utilizzo dell'identità digitale in danno di uno o più soggetti.
La frode informatica può essere commessa in diversi modi, ad esempio:
• Tramite l'invio di e-mail o messaggi di testo fraudolenti, che inducono la vittima a fornire i propri dati personali o bancari.
• Tramite il furto di credenziali di accesso, come password o codici PIN.
• Tramite l'accesso abusivo a un sistema informatico, per modificare o cancellare dati o per installare software dannoso.
Per difendersi dalla frode informatica, è importante adottare alcune misure di sicurezza, come:
• Utilizzare password forti e diverse per ogni account.
• Aggiornare regolarmente il software del computer e dei dispositivi mobili.
• Installare un antivirus e un firewall aggiornati.
• Evitare di aprire e-mail o file da mittenti sconosciuti.
• Non fare clic su link o banner pubblicitari sconosciuti.
• Fare attenzione a ciò che si pubblica sui social media.
Se si è vittima di una frode informatica, è importante denunciare l'accaduto alle autorità competenti.
1. 

• Danneggiamento di sistemi informatici: consiste nel danneggiare o distruggere un sistema informatico, o i dati in esso contenuti.
Normativa sul danneggiamento di sistemi informatici
Il danneggiamento di sistemi informatici è un reato previsto dal Codice Penale italiano, disciplinato dagli articoli 635-bis e 635-quater.
L'articolo 635-bis punisce chiunque distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui. La pena prevista è la reclusione da sei mesi a tre anni.
L'articolo 635-quater punisce chiunque, mediante le condotte di cui all'articolo 635-bis, ovvero attraverso l'introduzione o la trasmissione di dati, informazioni o programmi, distrugge, danneggia, rende, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui o ne ostacola gravemente il funzionamento. La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni.
La pena è aggravata se il fatto è commesso:
• Con violenza o minaccia;
• Approfittando della propria qualità di operatore informatico;
• In danno di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità.
Il danneggiamento di sistemi informatici può essere commesso in diversi modi, ad esempio:
• Tramite l'invio di malware, che può danneggiare o distruggere i dati o il sistema operativo del computer;
• Tramite l'esecuzione di attacchi denial-of-service, che possono rendere inaccessibili i siti web o i servizi online;
• Tramite l'accesso abusivo a un sistema informatico, per modificare o cancellare dati o per installare software dannoso.
Per difendersi dal danneggiamento di sistemi informatici, è importante adottare alcune misure di sicurezza, come:
• Utilizzare password forti e diverse per ogni account;
• Aggiornare regolarmente il software del computer e dei dispositivi mobili;
• Installare un antivirus e un firewall aggiornati;
• Evitare di aprire e-mail o file da mittenti sconosciuti;
• Non fare clic su link o banner pubblicitari sconosciuti;
• Fare attenzione a ciò che si pubblica sui social media.
Se si è vittima di un danneggiamento di sistemi informatici, è importante denunciare l'accaduto alle autorità competenti.

• Intercettazione illecita di comunicazioni informatiche: consiste nell'ascoltare o registrare comunicazioni informatiche, senza il consenso delle persone coinvolte.

Intercettazioni illecite di informazioni informatiche: cos'è e come difendersi
Le intercettazioni illecite di informazioni informatiche sono un reato previsto dal Codice Penale italiano, disciplinato dall'articolo 617-quater.
La norma in esame punisce chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe. La pena prevista è la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni.
La norma tutela la inviolabilità delle comunicazioni a distanza tra due o più soggetti. L'oggetto della condotta è rappresentato dall'apprendere in maniera fraudolenta comunicazioni relative ad un sistema informatico o tra sistemi telematici, ovvero interromperle o impedirle.
Le intercettazioni illecite di informazioni informatiche possono essere commesse in diversi modi, ad esempio:
• Tramite l'installazione di software spia, che consente di registrare le comunicazioni informatiche;
• Tramite l'accesso abusivo a un sistema informatico, per accedere alle comunicazioni informatiche;
• Tramite l'utilizzo di dispositivi di intercettazione fisica, come microspie o telecamere.
Per difendersi dalle intercettazioni illecite di informazioni informatiche, è importante adottare alcune misure di sicurezza, come:
• Utilizzare password forti e diverse per ogni account;
• Aggiornare regolarmente il software del computer e dei dispositivi mobili;
• Installare un antivirus e un firewall aggiornati;
• Evitare di aprire e-mail o file da mittenti sconosciuti;
• Non fare clic su link o banner pubblicitari sconosciuti;
• Fare attenzione a ciò che si pubblica sui social media.
Se si è vittima di un'intercettazione illecita di informazioni informatiche, è importante denunciare l'accaduto alle autorità competenti.
Ecco alcuni consigli specifici per difendersi dalle intercettazioni illecite di informazioni informatiche:
• Utilizzare una rete Wi-Fi sicura. Se è possibile, utilizzare una rete Wi-Fi protetta da password e autenticazione a due fattori.
• Evitare di utilizzare reti Wi-Fi pubbliche. Le reti Wi-Fi pubbliche sono più vulnerabili alle intercettazioni.
• Utilizzare una VPN. Una VPN crittografa le comunicazioni tra il computer e il server VPN, rendendole più difficili da intercettare.
• Evitare di utilizzare software non ufficiale. Il software non ufficiale può contenere malware che può essere utilizzato per intercettare le comunicazioni.
• Eseguire regolarmente scansioni antivirus. Un antivirus aggiornato può rilevare e rimuovere malware che può essere utilizzato per intercettare le comunicazioni.
Se si sospetta di essere vittima di un'intercettazione illecita di informazioni informatiche, è importante contattare un avvocato specializzato in diritto informatico.

• Diffusione di materiale informatico dannoso: consiste nel diffondere materiale informatico che può danneggiare i computer o i dati degli utenti.
Diffusione di materiale informatico dannoso: cos'è e come difendersi
La diffusione di materiale informatico dannoso è un reato previsto dal Codice Penale italiano, disciplinato dall'articolo 615-ter.
La norma in esame punisce chiunque, al fine di arrecare danno a terzi, invia o diffonde materiale informatico dannoso, ovvero ne fa uso. La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni. AVVOCATO PENALISTA REATI INFORMATICI
Il materiale informatico dannoso è qualsiasi programma o codice informatico che può danneggiare o distruggere un sistema informatico o i dati in esso contenuti. Ad esempio, il materiale informatico dannoso può essere:
• Malware, come virus, trojan, worm o ransomware;
• Adware, che mostra annunci pubblicitari indesiderati;
• Spyware, che raccoglie informazioni personali senza il consenso dell'utente;
• Phishing, che cerca di indurre l'utente a fornire dati personali o finanziari.
La diffusione di materiale informatico dannoso può essere commessa in diversi modi, ad esempio:
• Tramite l'invio di e-mail o messaggi di testo fraudolenti;
• **Tramite il caricamento di file dannosi su siti web o servizi di condivisione file;
• **Tramite l'utilizzo di dispositivi di archiviazione rimovibili, come chiavette USB o CD-ROM.
I reati informatici sono reati gravi, che possono avere conseguenze molto serie per le vittime. È importante conoscere le leggi che li riguardano e adottare misure di sicurezza per proteggersi da essi.

I MAGGIORI REATI INFORMATICI 
• frodi informatiche, comunemente perpetrate mediante attacchi phishing;
• danneggiamento di dati, programmi informatici e informazioni. Spesso, tali attacchi vengono condotti mediante l’impiego di ransomware. I dati vengono crittografati dal malware e viene chiesto all’utente un riscatto in cambio della possibilità di ripristinare il sistema sotto attacco;
• manipolazione di sistemi informatici e telematici. In questo caso, i criminali effettuano un attacco malware avanzato, modificando il codice di un programma/sistema;
• accesso abusivo a sistemi informatici o telematici mediante diverse tecniche di hacking;
• distribuzione di materiale pedopornografico, soprattutto nel dark web;
• diffamazione mediante strumenti informatici;
• cyber stalking. In questo caso, il criminale perseguita online la sua vittima;
• revenge porn e diffusione di contenuti sessuali privati senza consenso;
• furti di identità. Il criminale si impossessa delle informazioni personali della vittima e le utilizza con finalità fraudolente;
• social engineering. Questa particolare branca del cyber crime coinvolge tecniche sofisticate, tese a ingannare l’utente mediante manipolazione psicologica. Il fine è quello di ottenere informazioni confidenziali, sensibili o private;
• diffusione di contenuti vietati o illegali, oppure di materiali quali armi e droghe;
• cyber bullismo, intimidazione, minacce e molestie online;
• dialer. Il criminale utilizza un programma in grado di effettuare chiamate automatiche e in modo massivo, con scopri fraudolenti;
• cyber terrorismo. Un esempio di cyber crime particolarmente complesso, poiché in tal caso l’attacco mira a danneggiare infrastrutture critiche, a minare la fiducia delle persone nello Stato o a provocare una condizione di terrore diffuso;
• truffe online e frodi di diversa natura.