VIOLENZA SESSUALE dell’attenuante di minore gravità

 VIOLENZA SESSUALE dell’attenuante di minore gravità penale Bologna

VIOLENZA SESSUALE dell’attenuante di minore gravità penale Bologna

“ai fini della concedibilità dell’attenuante di minore gravità, assumono rilievo una serie di indici, segnatamente riconducibili, attesa la “ratio” della previsione normativa, al grado di coartazione esercitato sulla vittima, alle condizioni fisiche e mentali di quest’ultima, alle caratteristiche psicologiche, valutate in relazione all’età, all’entità della compressione della libertà sessuale e al danno arrecato alla vittima anche in termini psichici”.

Se non fosse così, prosegue la Suprema Corte, si riprodurrebbe la “vecchia distinzione, ripudiata dall’attuale disciplina, tra “violenza carnale” e “atti di libidine” che lo stesso legislatore ha ritenuto di non focalizzare preferendo attestarsi sulla clausola di “casi di minore gravita”.

 VIOLENZA SESSUALE dell’attenuante di minore gravità

VIOLENZA SESSUALE dell’attenuante di minore gravità

La circostanza attenuante “si deve considerare applicabile le volte nelle quali, avuto riguardo ai mezzi, alle modalità esecutive e alle circostanze dell’azione, sia possibile ritenere che la libertà sessuale della vittima sia stata compressa in modo non grave”.

Questo vale anche in un caso come quello in questione, nel quale la Corte di appello di Venezia aveva fatto riferimento, per negare l’attenuante, “ai plurimi rapporti sessuali completi ottenuti con la violenza e senza il minimo rispetto della dignità e libertà di determinazione della donna”.

Secondo la Cassazione è necessaria “una disamina complessiva, con riferimento alla valutazione delle ripercussioni delle condotte, anche sul piano psichico, sulla persona della vittima”, perché i giudici non possono fare come i magistrati della Corte di Appello di Venezia che si sono “limitati” a “descrivere il fatto contestato, necessariamente comprensivo, per stessa definizione normativa, di violenza senza prendere in considerazione gli effetti”.

PRINCIPI DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

ai fini della concedibilità dell’attenuante di minore gravità, assumono rilievo una serie di indici, segnatamente riconducibili, attesa la ratio della previsione normativa, al grado di coartazione esercitato sulla vittima, alle condizioni, fisiche e mentali, di quest’ultima, alle caratteristiche psicologiche, valutate in relazione all’età, all’entità della compressione della libertà sessuale ed al danno arrecato alla vittima anche in termini psichici (cfr., tra le altre, Sez.3, n. 45604 del 13/11/2007, Mannina, Rv. 238282; Sez.3, n. 5646 del 24/03/2000, Improta, Rv. 216569).

simmetricamente la presenza dello stesso rapporto completo non può, per ciò solo, escludere che l’attenuante sia concedibile, dovendo effettuarsi una valutazione del fatto nella sua complessità.:

La “tipologia” dell’atto posto in essere, lungi dall’essere di per sé elemento dirimente ai fini della scelta in un senso o nell’altro, va valutata come uno solo degli elementi indicativi dei parametri sopra elencati. In altri termini, dunque, così come l’assenza un rapporto sessuale “completo” non può, per ciò solo, consentire di ritenere sussistente l’attenuante (Sez. 3, n. 10085 del 05/02/2009, R., Rv. 243123; Sez.3, n. 14230 del 15/02/2008, P.M. in proc. L, Rv. 239964), simmetricamente la presenza dello stesso rapporto completo non può, per ciò solo, escludere che l’attenuante sia concedibile, dovendo effettuarsi una valutazione del fatto nella sua complessità. E del resto, ove così non fosse, si verrebbe a porre, nell’esegesi della norma, un limite, tra l’altro riproduttivo della vecchia distinzione, ripudiata dalla nuova disciplina, tra “violenza carnale” e “atti di libidine”, che lo stesso legislatore ha ritenuto di non focalizzare preferendo attestarsi sulla generale clausola di “casi di minore gravità”. Di qui, l’ulteriore affermazione di questa Corte secondo cui, sia pure con riferimento all’omologa ipotesi attenuata di cui all’art. 609 quater, comma 4, c.p., la circostanza deve considerarsi applicabile in tutte quelle fattispecie in cui – avuto riguardo ai mezzi, alle modalità esecutive ed alle circostanze dell’azione – sia possibile ritenere che la libertà sessuale personale della vittima sia stata compressa in maniera non grave (Sez. 4, n. 18662 del 12/04/2013, A., Rv. 255930).