Art. 131-bis c.p. e reati tributari: il pagamento del debito fiscale può portare alla non punibilità. La svolta della Riforma Cartabia e del D.Lgs. 87/2024

Art. 131-bis c.p. e reati tributari: il pagamento del debito fiscale può portare alla non punibilità. La svolta della Riforma Cartabia e del D.Lgs. 87/2024

Avvocato Sergio ArmaroliAvvocato penalista esperto in reati tributari a Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Rimini, Ferrara e in tutta Italia

Avvocato Sergio Armaroli – Avvocato penalista esperto in reati tributari a Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Rimini, Ferrara e in tutta ItaliaNegli ultimi anni il diritto penale tributario è stato profondamente modificato dalla Riforma Cartabia e dal successivo D.Lgs. n. 87/2024, che hanno introdotto importanti novità nella valutazione della particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis c.p.
Avvocato Sergio Armaroli – Avvocato penalista esperto in reati tributari a Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Rimini, Ferrara e in tutta Italia Negli ultimi anni il diritto penale tributario è stato profondamente modificato dalla Riforma Cartabia e dal successivo D.Lgs. n. 87/2024, che hanno introdotto importanti novità nella valutazione della particolare tenuità del fatto prevista dall’art. 131-bis c.p.

Negli ultimi anni il diritto penale tributario è stato profondamente modificato dalla Riforma Cartabia e dal successivo D.Lgs. n. 87/2024, che hanno introdotto importanti novità nella valutazione della particolare tenuità del fatto prevista dall’art. 131-bis c.p.

Per imprenditori, amministratori di società, professionisti e contribuenti sottoposti ad indagini per dichiarazione infedele, omesso versamento IVA, omesso versamento di ritenute, dichiarazione fraudolenta, fatture per operazioni inesistenti o altri reati tributari, oggi il comportamento successivo al reato assume un’importanza decisiva.

La Corte di Cassazione ha infatti ribadito che il pagamento del debito tributario, anche mediante rateizzazione, rottamazione delle cartelle o altri strumenti di definizione con il Fisco, deve essere attentamente valutato dal giudice ai fini della possibile applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

Si tratta di un principio che può incidere concretamente sull’esito del processo penale tributario.


La vicenda esaminata dalla Corte di Cassazione

L’imputato era stato condannato per un reato tributario.

Durante il procedimento aveva però integralmente estinto il debito fiscale aderendo alla rottamazione dei carichi affidati all’Agente della Riscossione, pagando quanto dovuto all’Erario.

La Corte d’Appello aveva confermato la condanna senza attribuire alcun rilievo a tale circostanza.

La difesa proponeva ricorso per Cassazione sostenendo che il giudice territoriale aveva completamente omesso di applicare la nuova disciplina introdotta dalla Riforma Cartabia.

La Suprema Corte ha condiviso tale censura.


La Riforma Cartabia cambia l’art. 131-bis c.p.

Il D.Lgs. n. 150/2022, attuativo della Legge n. 134/2021, ha modificato profondamente l’art. 131-bis del codice penale.

Prima della riforma, la valutazione del giudice era prevalentemente concentrata:

  • sulla gravità del fatto;
  • sulla modalità della condotta;
  • sul danno provocato.

Dopo la riforma, invece,

assume rilevanza anche il comportamento successivo alla commissione del reato.

Si tratta di una modifica estremamente importante.


Il comportamento successivo diventa elemento decisivo

Oggi il giudice deve valutare:

  • il ravvedimento;
  • il pagamento spontaneo;
  • il risarcimento;
  • l’eliminazione delle conseguenze dannose;
  • la collaborazione con l’autorità;
  • il comportamento processuale;
  • l’adempimento del debito tributario.

Nel settore fiscale ciò significa che il pagamento delle imposte può incidere direttamente sulla punibilità.


Il pagamento del debito tributario assume valore decisivo

Secondo la Cassazione,

rientra pienamente tra i comportamenti successivi rilevanti:

  • il pagamento integrale del debito;
  • la rateizzazione;
  • l’adesione agli istituti deflattivi;
  • la rottamazione delle cartelle;
  • la definizione agevolata del debito.

La Suprema Corte richiama anche la propria precedente sentenza n. 14073/2024, che aveva già affermato tale principio.


Perché la rottamazione delle cartelle è importante nel processo penale

Molti imprenditori ritengono che aderire alla rottamazione serva soltanto ad ottenere vantaggi fiscali.

Non è così.

Dopo la Riforma Cartabia,

l’adesione alla definizione agevolata può assumere un valore anche penalistico.

Essa dimostra infatti:

  • volontà collaborativa;
  • eliminazione delle conseguenze del reato;
  • ripristino dell’interesse dell’Erario;
  • riduzione dell’offesa.

Tutti elementi che il giudice è oggi obbligato a considerare.


Attenzione: il pagamento non comporta automaticamente la non punibilità

La Cassazione precisa però un principio molto importante.

Il semplice pagamento del debito fiscale

non trasforma automaticamente un reato grave in un fatto tenue.

Il pagamento rappresenta uno degli elementi da valutare.

Il giudice dovrà comunque esaminare l’intero fatto storico.


I criteri dell’art. 133 c.p.

La valutazione deve essere effettuata considerando tutti i parametri indicati dall’art. 133 c.p.

Tra questi:

modalità della condotta

Come è stato commesso il reato.


mezzi utilizzati

La complessità della frode.


durata della condotta

Se il comportamento è stato occasionale oppure reiterato.


intensità del dolo

Occorre valutare:

  • consapevolezza;
  • finalità;
  • programmazione.

danno arrecato

Quanto è stata lesa la pretesa tributaria dello Stato.


personalità dell’imputato

Il giudice considera anche:

  • precedenti;
  • comportamento processuale;
  • condotta successiva.

La ratio della nuova disciplina

La Cassazione richiama la finalità perseguita dalla Riforma Cartabia.

L’art. 131-bis non mira ad affermare che il fatto non costituisca reato.

Il reato continua ad esistere.

L’antigiuridicità permane.

Anche la colpevolezza permane.

Tuttavia,

ragioni di politica criminale consentono allo Stato di rinunciare alla pena quando questa risulterebbe sproporzionata rispetto alla concreta offensività.

L’obiettivo è:

  • ridurre il contenzioso;
  • concentrare il sistema repressivo sui fatti più gravi;
  • favorire la regolarizzazione fiscale;
  • incentivare il pagamento del debito.

La nuova disciplina introdotta dal D.Lgs. 87/2024

Ulteriore conferma arriva dal recentissimo D.Lgs. n. 87/2024.

Il legislatore ha inserito il nuovo comma 3-ter dell’art. 13 del D.Lgs. 74/2000.

La norma indica espressamente quali elementi devono essere valutati “in modo prevalente” dal giudice.


1. Lo scostamento rispetto alla soglia di punibilità

Il giudice deve verificare:

quanto l’imposta evasa supera la soglia prevista dalla legge.

Più lo scostamento è ridotto,

maggiore può essere la possibilità di applicare l’art. 131-bis.


2. Il pagamento del debito tributario

Elemento centrale della nuova disciplina.

Viene valorizzato:

  • il pagamento integrale;
  • la regolare esecuzione del piano di rateizzazione;
  • l’adempimento concordato con l’Agenzia delle Entrate.

3. Il debito residuo

Se il contribuente sta pagando regolarmente le rate,

anche l’ammontare residuo deve essere considerato.


4. La crisi d’impresa

Il giudice deve valutare anche la situazione economica dell’impresa.

In presenza di una reale crisi aziendale,

l’offesa può assumere un diverso significato.


Un principio favorevole anche ai fatti anteriori alla Riforma Cartabia

La Cassazione evidenzia un ulteriore principio.

Il comportamento successivo al reato

può essere valutato anche nei procedimenti relativi a fatti commessi prima del 30 dicembre 2022, data di entrata in vigore del D.Lgs. 150/2022,

quando la decisione interviene successivamente.

Ciò amplia notevolmente l’ambito di applicazione della disciplina più favorevole.


L’importanza della strategia difensiva nei reati tributari

Oggi una corretta difesa penale non può limitarsi a contestare l’accusa.

Occorre anche costruire un percorso di regolarizzazione fiscale.

Tra gli strumenti che possono assumere rilievo vi sono:

  • pagamento spontaneo del debito;
  • ravvedimento operoso, quando possibile;
  • rateizzazione;
  • adesione agli accertamenti;
  • definizione agevolata;
  • rottamazione delle cartelle;
  • collaborazione con l’Amministrazione finanziaria.

Ogni iniziativa può incidere sulla valutazione della particolare tenuità del fatto.


Quali reati tributari possono essere interessati

La disciplina può assumere rilievo, ricorrendone i presupposti, nei procedimenti riguardanti:

  • dichiarazione infedele;
  • omessa dichiarazione;
  • omesso versamento IVA;
  • omesso versamento di ritenute;
  • indebita compensazione;
  • dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici;
  • dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, nei casi in cui la concreta offensività e gli altri requisiti di legge consentano la valutazione dell’art. 131-bis c.p.

Naturalmente, l’applicabilità della causa di non punibilità deve essere verificata caso per caso, tenendo conto dei limiti normativi e dell’elaborazione giurisprudenziale.


Perché rivolgersi subito ad un avvocato penalista esperto in reati tributari

Quando viene notificato:

  • un processo verbale di constatazione;
  • un avviso di accertamento;
  • un invito della Guardia di Finanza;
  • un’informazione di garanzia;
  • un decreto di sequestro;

è fondamentale valutare immediatamente le possibili iniziative difensive.

Un intervento tempestivo può consentire di:

  • pianificare il pagamento del debito tributario;
  • verificare la possibilità di una rateizzazione;
  • aderire agli strumenti di definizione previsti dalla normativa fiscale;
  • valorizzare tali condotte nel procedimento penale;
  • chiedere, quando ne ricorrano i presupposti, l’applicazione della particolare tenuità del fatto.

Conclusioni

L’evoluzione normativa introdotta dalla Riforma Cartabia e rafforzata dal D.Lgs. n. 87/2024 segna un cambio di prospettiva nel diritto penale tributario. Il giudice non può più limitarsi ad analizzare il fatto storico, ma deve considerare anche il comportamento dell’imputato successivo alla commissione del reato, attribuendo particolare rilievo al pagamento del debito fiscale, alla rateizzazione, alla rottamazione delle cartelle e agli altri strumenti di regolarizzazione.

Ciò non significa che ogni pagamento comporti automaticamente la non punibilità: resta indispensabile una valutazione complessiva dell’offesa secondo i criteri dell’art. 133 c.p.. Tuttavia, una difesa tecnica capace di integrare la strategia processuale con la gestione del rapporto tributario può incidere in modo determinante sull’esito del procedimento.

L’Avv. Sergio Armaroli, con studio a Bologna, assiste imprese, amministratori, professionisti e contribuenti nei procedimenti per reati tributari, frodi fiscali, dichiarazione infedele, omesso versamento IVA, indebita compensazione, fatture per operazioni inesistenti, sequestri e confische, operando a Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Rimini e in tutta Italia. Una valutazione tempestiva della posizione fiscale e penale può consentire di valorizzare gli strumenti oggi messi a disposizione dalla normativa e dalla più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione.